Uso eccessivo degli antibiotici in Friuli, l'infettivologo Bassetti lancia l'allarme: troppi morti per abuso

I batteri stanno diventano resistenti ai farmaci.  In Italia i dati peggiori d’Europa con decessi aumentati del 13% in 10 anni



L’utilizzo, o meglio l’abuso, di antibiotici sta ottenendo, anno dopo anno, l’effetto contrario a quello auspicato con l’aumento dei batteri diventati resistenti ai farmaci e, parallelamente, una crescita delle morti legate proprio alle infezioni di questi microrganismi.

Per sensibilizzare i medici (ma pure farmacisti e pazienti) sulla tematica, domani l’ordine della provincia di Udine, presieduto da Maurizio Rocco, ha organizzato un apposito convegno che si svolgerà all’interno dell’auditorium “Skyleve” di Tavagnacco dall’eloquente titolo “Buon uso degli antibiotici nell’era delle resistenze: come far sì che il miracolo continui”. «L’antibiotico va utilizzato come un’arma – spiega Rocco – cioè mirando sull’obiettivo per colpirlo altrimenti rischia di essere controproducente».

Ancora più chiara l’analisi di Matteo Bassetti a capo della clinica di Malattie infettive dell’Azienda sanitaria di Udine. «È arrivato il momento di intervenire in maniera drastica – attacca – dicendo “no” perentori e secchi. Attualmente in Italia si muore più per germi resistenti che per incidenti stradali e la previsione, da qui ai prossimi anni, è che registreremo un numero maggiore di decessi per queste motivazioni rispetto a quelli per tumore. E siamo già i peggiori d’Europa con una media di oltre 10 mila morti l’anno e infezioni da batteri resistenti cresciute del 13% dal 2005 al 2015. La situazione in Friuli? Complessivamente stiamo meglio del resto d’Italia – ad esempio la Campania ha un tasso di utilizzo degli antibiotici cinque volte maggiore al nostro –, ma siamo ben lontani dai tassi di eccellenza registrati in altri Paesi».

Il problema, per Bassetti, è complesso. «Fuori di qui c’è la Caienna – conclude –, mentre dovremmo davvero sapere dire “no”. Invece troviamo farmacisti che spesso consegnano al paziente antibiotici anche senza ricetta, ma pure medici che li prescrivono senza senso. Basti pensare, ad esempio, alle infezioni delle vie respiratorie come laringiti, faringiti o i semplici mal di gola. Nel 90% dei casi sono di origine virale per cui, quasi sempre, l’utilizzo degli antibiotici è inappropriato eppure in tanti, anzi in troppi, tra i nostri colleghi li prescrivono. Ma così si innesca un meccanismo vizioso e pericolosissimo, perché i batteri diventano sempre più resistenti ai farmaci con il rischio di non poter curare le persone». —



Riproduzione riservata © Messaggero Veneto