Trionfo a Londra, l'Università di Udine vince l'“Oscar del Restauro” con un film della Grande Guerra
Il laboratorio “La camera ottica” conquista i prestigiosi Focal International Awards per il recupero digitale della pellicola del 1917 “The German retreat and the battle of Arras”. Battuta la concorrenza mondiale a Westminster. È il primo storico successo per un ateneo. Il rettore Montanari: «Ricerca di altissimo livello»

L’“oscar del restauro”, i Focal international awards, fa tappa a Udine e a vincerlo è l’Università con il restauro digitale del film inglese del 1917 “The German retreat and the battle of Arras” (“La ritirata tedesca e la battaglia di Arras”). L’opera era fra i cinque candidati della categoria “Miglior restauro e preservazione”. La premiazione è avvenuta ieri sera a Londra, alla Church House Westminster.
Il lavoro è stato commissionato dall’Imperial War Museum di Londra con cui l’Ateneo ha un accordo di ricerca e cooperazione. È il primo caso di candidatura, e ora di vittoria, di un progetto realizzato con una università. Al restauro della pellicola, coordinato da Simone Venturini, Gianandrea Sasso e Serena Bellotti, ha lavorato il laboratorio “La camera ottica” del Media Lab, del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, insediato al Lab Village. Al restauro hanno partecipato anche tirocinanti dei corsi di studio in Discipline dell’audiovisivo, dei media e dello spettacolo (Dams) e della laurea magistrale in Scienze del patrimonio audiovisivo (Imacs). I Focal, giunti alla 23ª edizione, premiano annualmente l’eccellenza nella conservazione e nel restauro di film storici, pellicole e materiali d’archivio.
«È un risultato di straordinario prestigio per l’Università di Udine – sottolinea il rettore Angelo Montanari – che premia un lavoro di ricerca e sperimentazione di altissimo livello che da decenni caratterizza il settore del restauro e della preservazione dell’audiovisivo».
Simone Venturini ha sottolineato il lavoro «dell’intera filiera di ricerca, didattica e terza missione dell’ateneo e del dipartimento», ricordando, oltre a Gianandrea Sasso, direttore tecnico del restauro, e Serena Bellotti, dottoressa di ricerca dell’Ateneo e docente di restauro digitale, le infrastrutture laboratoriali, fortemente volute e supportate dai vertici di ateneo e dipartimentali, e quindi le responsabili scientifiche del Media Lab, Mariapia Comand, e di La Camera Ottica, Cosetta Saba. «Non da ultimo – ha aggiunto Venturini – il progetto vincitore, condotto con l'Imperial War Museum, cui va la nostra riconoscenza per la fiducia e l’investimento, è stato reso possibile dai tirocinanti del Dams e dalla magistrale Imacs. Con l’apertura del rinnovato Dams a Udine, da settembre, siamo certi che i nuovi immatricolati troveranno analoghe opportunità nei settori del cinema, dei media, delle arti performative e dello spettacolo e porteranno energia ed entusiasmo in un ateneo che sta puntando molto – ha concluso sulla qualità della ricerca e dei nuovi entranti».
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