L’università di Udine piange il prof Bonfanti: una vita dedicata alla ricerca e all’insegnamento
È stato preside della facoltà di agraria. Montanari: «Rigore e attenzione agli studenti». La commozione dell’ex rettore Pinton: «MI ha insegnato la vita»

Una vita dedicata a far fiorire chi stava dall’altra parte della cattedra, con il garbo e l’acume, prima umano che scientifico, che lo hanno sempre contraddistinto e l’energia che attingeva dalla «sua splendida e sfavillante famiglia» (parole dell’ex rettore Roberto Pinton). Il professor Pierluigi Bonfanti, deceduto a causa di una malattia la sera di giovedì all’età di 80 anni (compiuti il giorno prima), lascia un vuoto nel mondo culturale cittadino e non solo.
Originario di Milano dove aveva cominciato la carriera accademica all’università Statale, dal 1984 aveva ottenuto una cattedra all’Ateneo di Udine, città che per lui divenne presto casa e in cui guadagnò la stima di innumerevoli studenti e colleghi.
Opinione comprovata dall’ondata di commiato che ha avvolto in queste ore la moglie Alessandra – che lo raggiunse in città nel 1990 –, i quattro amati figli con i loro congiunti e i quattro nipoti. Una vocazione, quella dell’insegnamento, che lo portò dal 1997 al 2003 alla presidenza della facoltà di Agraria. Il professore ordinario univa l’impegno professionale a quello profuso perla «tribù Bonfanti», come Pinton ricorda affettuosamente la sua famiglia.
Al «professore che mi ha insegnato la vita» o «“Gigi”», come affettuosamente lo chiamava, l’ex rettore deve molto: «Ha incoraggiato ogni passo della mia carriera e, soprattutto, ha instillato in me il desiderio di contribuire alla crescita dell’ateneo. Con lui se ne va un fratello maggiore».

Padre saldo e presente, i figli e la moglie ricordano «il suo impegno per mettere sempre al primo posto l’unità familiare, esempio di forza e stoica sopportazione nelle difficoltà».
Si unisce al loro dolore tutto il personale dell’università friulana, che con una nota esprime profondo cordoglio per «la figura di spicco della storia dell'ateneo». Bonfanti nel corso della sua lunga attività didattica e di ricerca si distinse per i suoi contributi nei settori dell'ingegneria agraria, della geomatica applicata al territorio, della sostenibilità rurale e della gestione delle risorse agro-ambientali. È stato anche membro di rilievo di società scientifiche tra cui l'Associazione italiana di ingegneria agraria (Aiia).
«Fu l’ideatore del primo mercato contadino in Friuli, direttore dell’azienda agraria dell’università “Servadei”, e padre della cartografia digitale in regione – lo ricorda il collega e amico fraterno Raffaele Testolin –. Ma prima di tutto fu uomo dotato di straordinaria onestà intellettuale e morale». Al pensionamento lasciò il Dipartimento in mano alla sua squadra di ricercatori, coltivata e fatta crescere nel tempo. Diceva sempre di «voler dare spazio ai giovani, che avevano in mano il futuro». Si dedicò poi insieme alla moglie alla progettazione e realizzazione di una casa in Salento, dove poter vedere riunita la famiglia nei periodi di vacanza.
«Ne ricordiamo – ha dichiarato ieri il rettore Angelo Montanari – la dedizione istituzionale, il rigore intellettuale, la costante attenzione verso gli studenti e i colleghi e la cordialità». Bonfanti fu anche collega e sostenitore nella corsa al rettorato dell’attuale sindaco di Udine Alberto Felice De Toni, che ha sottolineato come «in lui riconoscevo un riferimento autorevole, equilibrato e saggio». Anche il direttore del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali Edi Piasentier ha ricordato la perdita del «collega di grande valore e la persona di profonda umanità, stimata e apprezzata da tutti coloro che lo hanno conosciuto».
Si unisce al cordoglio anche Maurizia Sigura, ultima allieva di Bonfanti ancora in servizio: «Si è dedicato moltissimo a fare in modo che le innovazioni scientifiche a cui si dedicò rientrassero nei programmi didattici dell’ateneo e di quelli delle facoltà di Agraria di tutta Italia, anche grazie al riconoscimento trasversale dei colleghi dell’intero Paese. Ha saputo dare spazio ad approcci scientifici come l’ecologia del paesaggio e la connettività ambientale anticipando le infrastrutture verdi e la sostenibilità dei sistemi territoriali. Si dedicò poi anche alla didattica delle Scienze ambientali». Anche per Sigura fu «esempio del valore del rispetto, del confronto e delle relazioni umane». I funerali si terranno martedì alle 15.30 nella Chiesa del Cristo.
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