Unioni civili, parte l’iter al Senato

Divisi i parlamentari del Fvg. Il Pd vuole l’adozione per i figli, no di Savino (Fi), Rizzetto (Al) e Gigli (Per l’Italia-Cd). Fedriga (Lega): faremo una battaglia feroce contro il ddl
16/12/2012 Roma, flash mob in piazza San Pietro durante l' Angelus contro le dichiarazioni di Papa Benedetto XVI sui gay e sulle unioni civili nella foto tra gli altri Emma Battaglia
16/12/2012 Roma, flash mob in piazza San Pietro durante l' Angelus contro le dichiarazioni di Papa Benedetto XVI sui gay e sulle unioni civili nella foto tra gli altri Emma Battaglia

UDINE. Ha preso il via al Senato la discussione sulle unioni civili. Come richiesto da una parte del Pd il disegno di legge Cirinnà bis – che prende il nome dalla senatrice dem Monica Cirinnà e che è stato limato rispetto al testo iniziale – trova la netta opposizione di Lega, Forza Italia e Ncd.

La legge, che con ogni probabilità sarà varata all’inizio del 2016, è fortemente voluta dalla maggioranza del Pd che per arrivare al traguardo ha formato un’inedita alleanza con M5s e Sel. Il percorso non sarà facile e il testo subirà altre modifiche, questione di mediazione, come dicono i parlamentari. Che si dividono soprattutto sull’adozione dei bambini, cioè sulla possibilità che il figlio di uno dei due partner possa essere adottato dall’altro, la cosiddetta stepchild adoption.

«Ho sottoscritto il ddl Cirinnà – afferma il senatore del Pd Carlo Pegorer – e ritengo sia per il Paese un passaggio importante da perseguire con forza e tenacia. L’Italia non può attendere ancora sul fronte importantissimo dei diritti civili». Parla di «testo equilibrato» l’altro senatore dem Alessandro Maran. Favorevoli alla stepchild adoption i deputati Pd Paolo Coppola e Gianna Malisani. «Sono contento che finalmente il testo sia stato incardinato in Aula – sostiene Coppola – perché il tema attende da troppo tempo d’essere affrontato. E sono d’accordo con la stepchild adoption».

L’area cattolica dei dem chiede invece che al partner sia concesso l’affido e non l’adozione. «No – afferma Malisani – è importante che i bimbi possano essere adottati. Ed è importante che la legge sulle Unioni civili venga varata perché l’Italia è in fortissimo ritardo su questo fronte dei diritti». Totale apertura sulle adozioni arriva anche da Serene Pellegrino, deputata di Sel, mentre il capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato, prepara già la mediazione. «Il Pd vuole andare avanti sulle unioni civili e il testo base è un’ottima partenza. Ma – aggiunge Rosato – abbiamo qualche settimana e lavoriamo per allargare il più possibile i consensi».

Walter Rizzetto, ex deputato del M5s e poi cofondatore di Alternativa libera, sostiene senza esitazioni le unioni civili, ma non la stepchild adoption «perché sono convinto che le adozioni debbano restare appannaggio della famiglia tradizionale».

I no, secchi, invece, giungono dal capogruppo della Lega alla Camera Massimiliano Fedriga e dai deputati di Forza Italia Sandra Savino e di Per l’Italia Centro democratico Gian Luigi Gigli. «Siamo profondamente contrari al ddl sulle unioni civile e faremo una battaglia feroce, perché è una misura ideologica che mette a rischio il futuro dei bambini e apre all’utero in affitto», annuncia Fedriga.

«La tutela delle coppie è giusta – afferma Savino – ma i figli restino nelle famiglie tradizionali». «Il ddl è assolutamente insoddisfacente, perché smentisce la premessa che di matrimonio non si tratti e perché la possibilità di adozione è un macigno – sentenzia Gigli – che alimenta il traffico di donne che vanno all’estero per la pratica dell’utero in affitto».

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