«Un’area produttiva esempio di tenacia capacità e visione»

Sergio Copetti, direttore generale di PrimaCassa Fvg: «Le Pmi ci chiedono rapidità decisionale e conoscenza. Oltre al credito offriamo consulenze su vari aspetti»

Lucia Aviani
Il direttore generale di PrimaCassa Fvg, Sergio Copetti
Il direttore generale di PrimaCassa Fvg, Sergio Copetti

Una realtà multiforme, che esprime vocazioni diverse e solide e che nel cinquantesimo anniversario del terremoto del ’76 si pone come modello di capacità imprenditoriale, tenacia, visione. L’area produttiva del Sandanielese è connotata da una forte identità: ne abbiamo parlato con il direttore generale di PrimaCassa Fvg, Sergio Copetti.

Come appare il territorio della Collinare al vostro istituto di credito, direttore?

«È conosciuto ben oltre i confini regionali, soprattutto grazie alla sua tradizione agroalimentare. Dietro al prodotto più noto, il prosciutto di San Daniele, c’è tuttavia un sistema articolato di attività e competenze: aziende della trasformazione, imprese di servizi, logistica, turismo legato all’enogastronomia e numerose realtà artigiane. È un tessuto imprenditoriale che dimostra capacità di reagire e di guardare avanti.

La qualità delle produzioni, la vocazione all’export e la crescente attrattività turistica costituiscono elementi importanti per lo sviluppo. Naturalmente non mancano le criticità, prima fra tutte la disponibilità di personale specializzato, oltre alle difficoltà che possono interessare specifici comparti. Nel complesso, però, vediamo un comprensorio che possiede risorse importanti per continuare a crescere, soprattutto se saprà valorizzare insieme innovazione, competenze, identità locale e capacità di attrarre nuovi investimenti».

Che esigenze esprime quest’area geografica a PrimaCassa Fvg?

«Le imprese ci chiedono innanzitutto di essere un interlocutore presente, capace di comprendere le loro necessità e di accompagnarle nelle diverse fasi della propria attività. Per molte Pmi sono importanti non soltanto l’accesso al credito, ma anche rapidità nelle decisioni, competenza e conoscenza del contesto nel quale operano, in continua evoluzione.

Il nostro approccio parte proprio da qui: quando valutiamo un’azienda, ne consideriamo certamente i numeri, ma guardiamo anche alla sua storia, alla solidità delle relazioni costruite e al rapporto con il territorio. E oltre al credito tradizionale, offriamo consulenze per innovazione, internazionalizzazione, gestione di filiera e accesso a fondi pubblici. Essere banca cooperativa significa, per noi, contribuire alla crescita delle aziende e della zona nella quale operiamo».

Pensate di potenziare la vostra presenza in loco?

«Guardando al futuro, puntiamo sicuramente a consolidarla e a rafforzarla laddove esistono esigenze reali di inclusione finanziaria e sostegno allo sviluppo, ma miriamo anche ad ampliare il nostro territorio di competenza. La vicinanza alla gente è parte integrante del nostro modo di fare banca.

E oltre a potenziare la rete fisica, stiamo investendo sui canali digitali, per garantire continuità operativa e una relazione moderna ma sempre vicina alle persone. L’innovazione tecnologica è essenziale, ma per noi l’aspetto relazionale resta prioritario».

 

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