Unabomber, sfuma l’accusa di omicidio

Sono trapelati i risultati dell’esame commissionato dal capo della Procura sull’esplosione di via Fratelli Bandiera
Anna Pignat, la donna ferita nel 1995 a Pordenone dall’esplosione di uno degli ordigni attribuiti all’ancora introvabile Unabomber e deceduta quest’anno, non è morta per le ferite riportate in quel tragico scoppio, ma per le conseguenze degenerative terminali (un ictus) della malattia dalla quale era da tempo afflitta. É quanto ha stabilito il medico legale Raffaele Collazzo sulla base delle risultanze dell’autopsia ordinata a suo tempo dal procuratore della repubblica di Pordenone Luigi Delpino e dei successivi esami di laboratorio. Sfuma così l’ipotesi di omicidio a carico del misterioso bombarolo del Nordest (ma resta, ovviamente, quella di lesioni gravi). La decisione del magistrato di far eseguire l’esame autoptico aveva suscitato scalpore, come forse si ricorderà, perché comunicata poche ore prima del funerale dell’anziana, quando era ormai troppo tardi per rinviare la cerimonia: perciò, i parenti decisero semplicemente di rimandare la sepoltura e, a funerale avvenuto, la salma fu riportata nell’obitorio dell’ospedale cittadino. Tuttò ciò avvenne lo scorso aprile. Ora, il responso del perito settore esclude definitivamente l’ipotesi di un decesso legato, sia pure a parecchi anni di distanza, alle ferite subite dalla Pignat il 30 settembre 1995, ferite provocatele da un tubo esplosivo scoppiato in mano alla donna dopo che questa lo aveva raccolto a breve distanza dalla sua abitazione. L’incarico peritale era stato conferito in giugno, e il procuratore Delpino aveva dichiarato un mese fa che, vista la complessità degli accertamenti medici disposti, i risultati sarebbero arrivati entro la fine dell’anno. Ma Collazzo ha anticipato i tempi e ora i risultati dell’indagine medica sono a disposizione della magistratura. Quanto alla turpe attività dell’attentatore “fantasma”, va sottolineato che il soggetto non si fa più vivo, fortunatamente, da parecchio tempo e, ovviamente, l’opinione pubblica spera che non torni più in azione. Bisogna anche notare, però, che, col passare dei giorni, sembra sempre più difficile risalire all’identità del misterioso personaggio. Gli inquirenti avevano più volte fatto capire che contavano in un possibile errore del bombarolo. Questi, però, non ha mai commesso sbagli che potessero condurre alla sua identificazione. Naturalmente, in casi di questo genere le indagini non si possono mai ritenere chiuse. E l’auspico generale è che si possa prima o poi scoprire chi sia questo delinquente che ha seminato terrore e dolore, per tanti anni, in due regioni.

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