Una suora friulana trova tesoretto in lire, tutto in beneficenza

Otto buoni in lire abbandonati In un baule a casa dei genitori a Pordenone. La giovane utilizzerà per i bimbi i 35mila euro recuperati

PORDENONE. Una bella storia. Una di quelle di cui ce n’è proprio bisogno di questi tempi. Una storia di cronaca che sembra un po’ una favola. Con protagonisti una giovane suora, un baule misterioso, un piccolo tesoro ritrovato. E l’immancabile lieto fine: ovvero la possibilità, proprio grazie a questo tesoro, di realizzare dei progetti per i bambini con famiglie in difficoltà.

Il tutto proprio grazie a quel cassone scoperto qualche tempo fa in una vecchia casa in centro a Pordenone, una casa che gli eredi dei titolari, scomparsi da anni, hanno iniziato finalmente ristrutturare tempo fa. E’ stato a quel punto infatti che tra i vari ricordi sono emersi anche otto Buoni del Tesoro, dal valore ciascuno di un milione, emessi il primo gennaio del 1983 e mai riscossi. Buoni che ora andranno in riscossione fruttando ben 35 mila euro, anche grazie all’interessamento di Agitalia, l’associazione per la giustizia in Italia (www.agitalia.info).

A raccontare l’intera vicenda, ricca di particolari davvero insoliti, è la stessa protagonista, la pordenonese suor Angela, giovane religiosa salesiana di 35 anni, che ha fatto il suo ingresso nell’ordine di don Bosco ad appena 20 anni. «Sono rimasta orfana molto piccola - spiega suor Angela, che preferisce non rivelare il cognome più per pudore che per altro - . I miei genitori sono morti quando io avevo 10 anni a pochi mesi di distanza uno dall’altra, entrambi stroncati da una malattia. Qualcuno crede che la mia vocazione sia in qualche modo nata in quegli anni. Io non penso che sia proprio così, perchè mi hanno sempre detto che già da piccolissima sembravo chiamata a questo destino. Certo che crescere senza genitori è stata comunque una prova molto dura. Per fortuna ho trovato la mia strada tra i salesiani, dopo che mi ero trasferita dalla famiglia di un mio zio a Torino».

Senza fratelli nè sorelle, al momento della maggiore età e poi del suo ingresso tra le suore salesiane e il conseguente voto di povertà, suor Angela ha deciso di lasciare la casa di Pordenone alla famiglia degli zii e in particolare a una cugina. I quali solo qualche tempo fa hanno finalmente deciso di effettuare degli importanti lavori di ristrutturazione.

«Proprio in quest’occasione i miei parenti hanno ritrovato quel vecchio baule con sopra, bene impresso, il nome di mio padre. Mi hanno chiamata e l’abbiamo aperto insieme. Dentro c’era la vecchia divisa da militare di mio padre, una fisarmonica che lui amava tanto suonare, delle lettere d’amore che si era scambiato in gioventù con mia madre. E poi appoggiati sul fondo questi otto Buoni del Tesoro datati primo gennaio 1983. Non sapevamo davvero se potessero valere o no. Per questo abbiamo cercato prima di avere dei ragguagli da un avvocato e quindi ci siamo affidati ad Agitalia». Poi, di recente, la bella notizia: quelli che sembravano otto pezzi di carta senza più valore in realtà sono un bel gruzzoletto pari a 35mila euro.

«Una parte di questi soldi - racconta suor Angela - è giusto che vada ai miei parenti che mi hanno fatto ritrovare questo baule pieno di tanti altri tesori per me. Ma la quota più consistente sarà utilizzata per dei progetti destinati ai bambini meno fortunati. Lo ripeto io ho fatto il voto di povertà. E comunque non avrei avuto nessun dubbio. In ogni caso li avrei utilizzati per aiutare i “miei” bimbi».

Ora suor Angela non sta più a Torino, ma a Roma. In questi 15 anni ha girato tutta Italia, non dimenticando mai il suo Friuli e pur dedicandosi sempre ai bambini meno fortunati. E ora potrà farlo ancora di più grazie a questo tesoretto ritrovato.

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