Una nuova casa dopo 43 anni di attesa: Cussignacco in festa per la Baita degli Alpini

Grande partecipazione nel quartiere tra sfilate, autorità e il taglio del nastro. Il capogruppo Bellot: «Luogo di memoria aperto a tutta la comunità».

Elisabetta Sacchi

 

È stata una giornata partecipata e sentita, all’insegna della memoria, di condivisione solidale e senso di appartenenza proiettati al futuro: si è svolta oggi, sabato 29 agosto, la cerimonia di inaugurazione della nuova baita degli alpini di Cussignacco, punto di riferimento anche per tutta la comunità. Un traguardo significativo, il coronamento di un sogno coltivato da ben 43 anni dai capigruppo che si sono succeduti alla guida del gruppo alpini di Cussignacco, frutto di una storia di impegno e sacrifici.

La mattinata ha preso il via con la sfilata per le vie del quartiere, a cui hanno partecipato i gruppi di diverse sezioni, oltre a quella udinese, accompagnate dalla banda degli alpini di Orzano. Prima di raggiungere la nuova sede, si è svolta la cerimonia dell’alzabandiera, la deposizione della corona d’alloro e la preghiera in onore ai caduti innanzi al monumento in piazza.

La cerimonia di inaugurazione ha visto la presenza di numerose autorità civili, militari e religiose e di svariati rappresentanti delle istituzioni: prima del taglio del nastro, è stato scoperto il monumento dedicato e realizzato per gli alpini, donato da Francesco Oprandi del gruppo di Botticino Mattina, sezione di Brescia.

A introdurre la cerimonia è stato il capogruppo degli alpini di Cussignacco, Roberto Bellot, il quale ha spiegato che «la baita, oltre a essere la nuova sede degli alpini di Cussignacco, rappresenta il luogo dove trasmettere la memoria, non solo celebrata ma vissuta per non dimenticare i valori di solidarietà, coraggio e spirito di servizio dei quali sono portatori gli alpini». Inoltre, ha aggiunto il capogruppo Bellot, «sarà anche una nuova casa per tutta la comunità, un luogo aperto e accogliente per il dialogo tra diverse realtà del territorio». La baita, allora, «può diventare un ponte tra generazioni, tra chi ha vissuto e costruito la storia degli alpini e chi sarà chiamato a raccoglierne il testimone» ha concluso Bellot.

Il vicesindaco di Udine, Alessandro Venanzi, ha sottolineato che si tratta di una tappa importante di un percorso partito da lontano: «Gli alpini rappresentano l’infrastruttura valoriale del nostro paese e del nostro Friuli ed è importante trasmettere la memoria e il senso di appartenenza alle nuove generazioni». Il consigliere regionale Edy Morandini ha evidenziato che «le baite degli alpini rappresentano punti di riferimento per la comunità e per il futuro, motivo per cui l’amministrazione regionale ha sostenuto questa iniziativa». E non è tutto: «Abbiamo messo a disposizione, quest’anno, oltre un milione e mezzo di euro per la ristrutturazione delle baite alpine, insostituibili per il territorio» ha chiosato Morandini.

«Niente è impossibile per gli alpini, sempre a supporto della comunità», ha detto il presidente della sezione di Udine, Mauro Ermacora. Il taglio del nastro è stato condiviso, assieme alle autorità intervenute, anche dal consigliere del gruppo alpini di Cussignacco, Elio Colombaro, dal quale, già nel 1983, era nata l’idea del progetto. Prima della benedizione della nuova baita, è stata scoperta la targa, incisa sull’edificio stesso, con la dedica all’architetta Sabrina Toffolo Delera.

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