Una femmina italiana e un maschio dinarico, in zona da un anno

Era dal 1931 che nel Triveneto non si accertava la presenza stabile del lupo, ma quell’anno segnò anche l’abbattimento dell’ultimo esemplare, in località Campobon in provincia di Belluno. Poi nessun segnale fino a qualche anno fa - era il 2007 - quando un altro lupo fu travolto e ucciso da una slavina a Varena in Val di Fiemme. A ricordare queste tappe è Luca Lapini, zoologo del Museo di storia naturale, che sta seguendo i recenti avvistamenti e gli sviluppi che potrebbero derivarne.
«Che quello della Val Tramontina fosse davvero un lupo, anzi due, lo ha rivelato l’analisi del Dna estratto da campioni di saliva prelevati dalle ferite sugli animali predati. Quei campioni sono stati analizzati all’Ispra, dove lavora il dottor Ettore Randi, un esperto proprio del lupo. E’ stato così possibile stabilire che si trattava del Dna di due esemplari diversi, uno sicuramente di provenienza italiana». «Dalle immagini - aggiunge Lapini - si può ipotizzare che quella che si vede sia una femmina, essendo piuttosto piccola con una distanza tra i canini di 3,7 centimetri. Dell’altro esemplare possiamo invece ipotizzare una provenienza dinarica». La coppia sembra aver preso dimora nella zona da circa un anno (ma solo a luglio si erano notati i primi episodi di predazione) e ora ci si aspetta che anch’essa, come Giulietta e il suo compagno, metta al mondo dei cuccioli.
«Nell’attuale situazione economica e sociale il lupo non costituisce pericolo per l’uomo - spiega ancora Lapini, ricordando che invece nei secoli passati i pastorelli erano purtroppo vittime frequenti di attacchi -. Se c’è la predazione di bestiame - aggiunge - la Regione interviene con un risarcimento».(v.f.)
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