«Un anno straziante senza i nostri ragazzi»

Il dolore dei genitori di Trifone e Teresa, uccisi 12 mesi fa a Pordenone, non si placa «Ma ora siamo convinti che la verità sia venuta fuori». Oggi ci sarà una veglia
Di Piero Tallandini
Trifone Ragone e Teresa Costanza, in una combo realizzata con due immagini tratte dal loro profilo Facebook..+++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO? ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L?AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++
Trifone Ragone e Teresa Costanza, in una combo realizzata con due immagini tratte dal loro profilo Facebook..+++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO? ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L?AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++

«È passato un anno. Dodici mesi senza mio figlio e mia nuora. Chi ci ha portato via Trifone e Teresa ha compiuto un omicidio orribile. Il più orribile di cui si sia mai sentito parlare. Perché è stato un delitto insensato, frutto di una cattiveria diabolica. Spesso ho la sensazione che il mio cuore si possa spaccare dal dolore. Ma quando riesco ad addormentarmi mi capita di sognare Teresa. La vedo venire da me e asciugarmi le lacrime». Sono le parole toccanti di Eleonora Ferrante Ragone che così ha voluto esprimere ieri, al Messaggero Veneto, il suo stato d’animo alla vigilia di una giornata particolare.

Oggi è il 17 marzo ed esattamente un anno fa, alle 19.50, Trifone Ragone e Teresa Costanza venivano trovati senza vita nella loro auto, freddati da cinque colpi di pistola nel parcheggio del palasport. Questa sera, alle 19.30, proprio in quel punto del parcheggio si ritroveranno i genitori delle vittime, i familiari più stretti e gli amici per commemorare Teresa e Trifone. «Per ricordare com’erano da vivi, con il sorriso e al di là di ogni retorica» hanno precisato ieri, all’unisono, Eleonora e Francesco Ragone e Rosario e Carmelina Costanza. I genitori dei due ragazzi uccisi in questi mesi si sono tenuti in costante contatto, aiutandosi reciprocamente a sopportare l’immane dolore. «Ho preparato un plexiglass con tutte le foto più belle di Trifone e Teresa che farà da sfondo alla cerimonia – ha spiegato Eleonora –. Ci sarà anche un sacerdote e opporremo le nostre preghiere, l’amore per i nostri due ragazzi all’odio di chi ha reso maledetto quel parcheggio dove due innocenti sono stati uccisi. L’ultima volta che ho sentito Trifone era scherzoso, come al solito, diceva per prendermi in giro che stava pensando di andare in missione in Iraq. Erano le 14.30 di quel 17 marzo». «Lui e Teresa si amavano davvero – ha aggiunto la mamma di Trifone –, tutto quello che chiedevano era poter continuare a vivere volendosi bene, costruire una famiglia. Noi siamo convinti che la verità, ora, sia venuta fuori e che la Procura di Pordenone sia stata più forte dei depistaggi e dell’omertà. Forse anche San Trifone, il santo di cui mio figlio portava il nome, li ha aiutati un pochino. Sì, ora che hanno arrestato quella persona sono un po’ più serena. Anche perché sono convinta che chi è in grado di compiere atti di tale infinita gravità sia un pericolo per tutti». «L’ultima volta che ho sentito mia figlia erano le 12 del 17 marzo. Lei era la Teresa di sempre. Di ottimo umore» è il ricordo di mamma Carmelina. L’ultimo contatto con i familiari più stretti, per Teresa, è con papà Rosario: «Non potrò mai dimenticarmelo. Erano le 18.30. Mi ha mandato un bacione nel salutarmi, dicendo che ci saremmo visti nel fine settimana perché il sabato lei sarebbe venuta a casa nostra con Trifone. Chi avrebbe mai potuto immaginare quello che sarebbe successo poco più di due ore dopo? Una mente diabolica è entrata in azione e ci ha portato via per sempre mia figlia e Trifone».

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