Ultras del Padova, altri 11 Daspo dopo l’aggressione a Udine: due sono minorenni

Il questore di Padova Marco Odorisio ha disposto nuovi provvedimenti “fuori contesto” da tre a cinque anni nei confronti di altrettanti esponenti della Curva Sud. Per tre tifosi già raggiunti dal Daspo dopo gli scontri di Ferragosto scatta anche l’avviso orale

Scontri a Udine: altri 11 Daspo per gli ultras del Padova
Scontri a Udine: altri 11 Daspo per gli ultras del Padova

Sono undici i nuovi Daspo “fuori contesto” disposti dal questore di Padova Marco Odorisio nei confronti di altrettanti tifosi riconducibili alla Curva Sud del Padova. I provvedimenti, della durata compresa tra tre e cinque anni, riguardano anche due minorenni di 16 e 17 anni. Per altri tre ultras sono stati invece emessi altrettanti avvisi orali.

Le misure arrivano dopo gli approfondimenti avviati in seguito alla violenta aggressione avvenuta a Udine il 15 agosto, in occasione della partita di Coppa Italia Udinese-Padova, quando una sessantina di ultras padovani avrebbe preso parte a una spedizione contro una quindicina di sostenitori friulani.

L’aggressione prima di Udinese-Padova

Durante gli scontri di Ferragosto erano intervenuti gli agenti delle Digos di Padova e Udine, riuscendo a separare i due gruppi e a bloccare dieci sostenitori padovani. Tutti erano stati segnalati all’autorità giudiziaria per rissa aggravata e successivamente raggiunti da Daspo della durata compresa tra tre e otto anni.

Gli accertamenti non si sono però fermati ai tifosi identificati sul posto. Nei giorni successivi la Digos e la Divisione Anticrimine della Questura di Padova hanno passato al vaglio la posizione di altri abbonati della Curva Sud, ricostruendone precedenti penali, di polizia e comportamenti ritenuti rilevanti sotto il profilo della prevenzione.

Da qui la decisione, adottata venerdì 21 agosto, di emettere altri undici divieti di accesso alle manifestazioni sportive, in questo caso nella formula del cosiddetto Daspo “fuori contesto”.

Daspo fino a cinque anni, due con obbligo di firma

Cinque dei provvedimenti hanno una durata di cinque anni. Il più pesante riguarda un 59enne della provincia di Padova, già destinatario in passato di un altro Daspo e con precedenti per stupefacenti, reati contro il patrimonio e contro la persona: per lui è stato previsto anche l’obbligo di firma per un anno.

Cinque anni di divieto anche per un 55enne con una precedente condanna per traffico di sostanze stupefacenti, per un 49enne con precedenti, tra gli altri, per tentata estorsione, danneggiamento, percosse, lesioni e atti persecutori, e per un 36enne con precedenti per lancio di materiale pericoloso, stupefacenti e lesioni personali.

Daspo di cinque anni, accompagnato da un anno di obbligo di firma, anche per un 23enne già colpito in passato dallo stesso provvedimento e con precedenti legati a stupefacenti, lancio di materiale pericoloso, invasione di campo e possesso di artifici pirotecnici durante manifestazioni sportive.

Divieto di tre anni anche per due minorenni

Altri sei tifosi sono stati raggiunti da un Daspo di tre anni. Si tratta di un 37enne precedentemente denunciato per lancio di oggetti esplodenti in campo, di un 20enne denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e possesso ingiustificato di armi o oggetti atti ad offendere e di un 27enne segnalato per reati in materia di stupefacenti.

Nell’elenco figurano anche due minorenni, di 16 e 17 anni, entrambi residenti in provincia di Padova e denunciati per porto di armi o oggetti atti ad offendere.

Tre anni di Daspo, infine, per un altro 23enne con precedenti per lancio di materiale pericoloso, scavalcamento e invasione di campo e possesso di artifici pirotecnici durante manifestazioni sportive.

Tre avvisi orali e indagini ancora in corso

Il questore ha inoltre disposto tre avvisi orali nei confronti di altrettanti ultras padovani già raggiunti dai Daspo emessi dalla Questura di Udine dopo gli scontri del 15 agosto. I destinatari risultano gravati, secondo quanto riferito dalla polizia, da precedenti divieti di accesso alle manifestazioni sportive e da precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, rissa e reati in materia di armi.

Il Daspo “fuori contesto”, previsto dall’articolo 6 della legge 401 del 1989, permette di vietare l’accesso agli impianti sportivi anche sulla base di condotte e precedenti maturati al di fuori di una partita, quando vengano ritenuti indicativi di una concreta pericolosità in relazione all’ordine pubblico durante le manifestazioni sportive.

Con gli ultimi provvedimenti salgono quindi a 14 le nuove misure di prevenzione adottate dalla Questura di Padova, tra undici Daspo e tre avvisi orali, mentre restano in vigore i dieci Daspo già disposti nei confronti degli ultras identificati a Udine.

Le indagini della Digos di Padova proseguono intanto per arrivare all’identificazione degli altri componenti del gruppo che avrebbe partecipato all’aggressione ai tifosi friulani. Nei loro confronti potrebbero essere adottati ulteriori Daspo.

 

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