Udine segreta, ecco il tour

Saloni, volte e logge: in giro per sette residenze storiche. Ma c’è anche il castello
Udine 19 Marzo 2013. Giornate del FAI. Palazzo Caporiacco Via Giovanni da Udine.Telefoto copyright Petrussi Foto Press / Diego Petrussi
Udine 19 Marzo 2013. Giornate del FAI. Palazzo Caporiacco Via Giovanni da Udine.Telefoto copyright Petrussi Foto Press / Diego Petrussi

UDINE. Sette storici palazzi e il Museo del Castello: viaggio alla scoperta di Francesco Chiarottini (e non solo), anche a Udine (come a Cividale), nella XXI Giornata Fai di Primavera. Domani e domenica (dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18) il pubblico potrà ammirare i tesori pittorici custoditi dalle residenze Moroldi Tritonio Beretta (in via Poscolle, al civico 6), Zignoni (via Grazzano), Caporiacco (via Giovanni da Udine, 23), Fistulario Plateo de Portis (via Marinoni 14: in questa sede verranno proposti pure intrattenimenti musicali), Lovaria (in via Zanon 18), Susanna Carati “Alla Nave”, ora sede della Toro Assicurazioni (piazza Lionello, 8) e Pontoni (l’edificio che oggi ospita Sereni Orizzonti), all’angolo tra via Aquileia e via Piave. Completerà il quadro, appunto, il Museo del Castello, raggiungibile anche con servizio navetta.

Leitmotiv, dunque, l’estro del pennello, con un omaggio speciale al Chiarottini, talento che ha firmato saloni, volte, logge. È, quest’ultimo, il caso di palazzo Moroldi Tritonio Beretta, la cui loggetta fu interamente decorata dell’artista nel 1789: la mano del maestro riempì ogni spazio a disposizione di composizioni in verticale, raffiguranti grandi vasi decorati, nicchie, medaglioni, fontane in bronzo.

A palazzo Zingoni, invece, l’attenzione dei visitatori si concentrerà su una figura femminile – campeggiante sulla volta della scala d’accesso al piano nobile – che ricalca la Nobiltà dell’Iconologia del Ripa: per l’affinità tra il soggetto e una raffigurazione posta sullo scalone di palazzo Pontotti-Brosadola, a Cividale, l’allegoria era stata ricondotta a Chiarottini; di recente, però, l’essenzialità del contenuto ha dirottato gli studiosi verso ipotesi alternative.

Interessanti scene allegoriche pure a palazzo Orgnani-Agricola-Caporiacco, impreziosito da affreschi d’inizio Ottocento che richiamano lo stile dell’ornatista Borsato, mentre la dimora settecentesca Fistulario Plateo de Portis custodisce dipinti di Domenico Paghini e gigantografie di opere del carnico Nicola Grassi, ricordo delle tele che ornarono gli spazi del palazzo fino al 1938. Un settore dell’immobile, inoltre, ha restituito – grazie a un accurato restauro – un lavoro di Marino Urbani che si credeva perduto durante la seconda guerra mondiale.

E spostiamoci al Lovaria: le pregevoli creazioni che ne ravvivano le stanze risalgono all’Ottocento, quando l’edificio – a seguito del matrimonio di Verdelaura Tartagna con Antonio Lovaria – passò nelle mani, appunto, di quest’ultima famiglia. Il salone principale custodisce affreschi di Domenico Paghini, così come una loggetta affacciata sul cortile; un locale attiguo “avvolge” invece con i suoi lussureggianti paesaggi esotici, a firma (quasi certamente) di Antonio Picco. Del talento di Paghini è testimone pure palazzo Susanna “Alla Nave”, elegante costruzione cinquecentesca che sempre nell’Ottocento fece da scenario a raffinate e lussuose feste danzanti.

Residenza Pontoni, infine: nel 1793 un’ampia sezione del piano nobile fu affrescata, su committenza dei Colloredo, dal quadraturista Giuseppe Morelli. In una saletta limitrofa, da ultimo, si coglie una conferma del gusto del Chiarottini: motivi arcaizzanti, medaglioni, busti di imperatori romani, trofei ed emblemi, un cielo con amorini.

Ma il Fai va incontro anche agli amanti delle due ruote, con una doppia pedalata promossa in collaborazione con l’Associazione aBicitUdine: ritrovo, sia domani sia domenica (rispettivamente alle 9 e alle 9.30), in piazzetta Lionello.

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