Bocciodromo di San Giorgio di Nogaro, l'appello degli appassionati: «Cercasi soci per riaprire la struttura»

Chiuso da quattro anni e appena riqualificato dal Comune: serve un gruppo di cinque fondatori per partecipare al bando e ridare vita all'impianto di via Carnia

Fracesca Artico

A.a.a. cercasi volontari disponibili a dare vita a un’associazione che possa concorrere al bando del Comune di San Giorgio di Nogaro, per la gestione della struttura e dei campi di bocce di via Carnia. Sono gli ultimi romantici: sono gli appassionati bocciofili, provenienti da tutta la Bassa friulana, che lanciano un appello a chi ama il gioco delle bocce, un gioco antico ma avvincente, con l’obiettivo di rifondare l’associazione per ricreare, oltre a una squadra di giocatori, anche quel luogo di aggregazione sociale che era stato fino alla sua chiusura di quattro anni fa.

La sede era anche il luogo in cui i vicini ospiti della casa di riposo andavano a trascorrere qualche pomeriggio in compagnia, in cui socializzavano giocando oltre che a bocce anche a carte vista la presenza di un piccolo bar all’interno.

L’impianto delle bocce è di proprietà del Comune di San Giorgio di Nogaro, è composto da 4 campi per il gioco delle bocce e una costruzione destinata a servizi. La struttura sportiva è stata realizzata nel 1989 ed era stata data in comodato d’uso all’Associazione bocciofila artiglieri San Giorgio per l’attività del gioco delle bocce a livello amatoriale e successivamente – con una discreta attività federale, ha visto l’associazione regolarmente affiliata alla Uisp.

La situazione è però degenerata dopo che l’Associazione bocciofila artiglieri San Giorgio aveva lasciato la gestione della struttura sportiva, mettendo il Comune nella necessità di renderla conforme alle norme vigenti in materia. Il Comune aveva dato incarico a un professionista di recuperare/disporre di uno spazio utile a gestire meglio l’attività, incarico a seguito del quale sono stati realizzati i lavori che hanno visto la chiusura del porticato del fabbricato servizi, con spazio da destinare a veranda e la messa a norma di impianti e serramenti.

Come spiegano Antonio Di Palma, Carletto Dri, Alessandro Colpo, Sebastiano Simoni, gruppo di partenza della futura associazione, «servono cinque iscritti fondatori per poi formare il direttivo, solo così potremo partecipare al bando del Comune per la gestione della struttura (un bando è già andato deserto come ci ha detto la vicesindaca Caterina Taverna). Nostro obiettivo è creare un luogo di aggregazione che invogli anche i ragazzi a viverlo, vista la splendida location in cui si trova: in riva alla Roggia Corgnolizza, ricca di piante, perfetta per il caldo estivo e stupenda durante l’autunno e l’inverno. Intanto abbiamo aperto le iscrizioni a giocatori e appassionati, oltre che ai simpatizzanti e a chi vuol passare del tempo tra amici in un luogo tranquillo». Il dado è tratto, vedremo chi raccoglierà questo appassionato appello, lanciato da persone che vedono questo sport, come qualcosa che va al di là del gioco, e che ha un grande potere sociale, capace di unire tradizione e identità.

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