Fondi regionali ai capoluoghi, l’attacco di Moretuzzo: «A Udine un quarto di Trieste»
Il Patto per l'Autonomia calcola il divario pro capite tra i capoluoghi dal 2018 al 2026: «Penalizzati dalla giunta regionale dopo il cambio di colore politico»

Due anni fa il Patto per l’Autonomia aveva accusato la giunta di Massimiliano Fedriga di penalizzare i Comuni di centrosinistra nella distribuzione dei fondi regionali. Questa volta, il gruppo che a Trieste abbraccia anche Civica Fvg, mette nel mirino i fondi trasferiti alle quattro città capoluogo nel periodo tra il 2018 e il 2026, cioè nelle due legislature dello stesso Fedriga. «Il conto è presto fatto – spiega il capogruppo in Consiglio regionale, Massimo Moretuzzo – e dice che Udine ha ricevuto, in quota pro capite agli abitanti, appena il 23% di quello concesso a Trieste con un particolare aggravio del divario dal 2023 in poi». Da quando, è il detto-non detto, in città governa il centrosinistra.
Moretuzzo, affiancato dai consiglieri comunali Stefania Garlatti Costa e Lorenzo Croattini oltre al responsabile udinese del partito Massimo Brianese, sostiene di «aver fatto i conti» prendendo come metro di riferimento i contributi inseriti in sede di concertazione e all’interno del fondo per lo sviluppo locale. Nei calcoli dell’ex candidato governatore, quanto a finanziamenti “puri”, Trieste ha ottenuto 147 milioni 600 mila euro, contro i 75 milioni 925 mila del capoluogo friulano, i 52 milioni 384 mila di Pordenone e i 44 milioni 760 mila di Trieste. «Ma da questa somma – spiega – vanno detratti gli 8 milioni che l’assessore Sergio Bini ha sottratto a Udine Mercati come forma di rappresaglia politica considerato che il Comune, ed è stato dimostrato, era del tutto innocente nel non aver utilizzato quel denaro».
Traslando l’importo sul numero di abitante, quindi, questo dice, sempre secondo il Patto, che Trieste ha ricevuto 692 euro a residente, Udine 691 – escludendo dal calcolo gli 8 milioni riportati in Regione –, Pordenone 997 e Gorizia 1.330. Di più, Moretuzzo sostiene inoltre che dalla somma totale vadano detratti «i 30 milioni destinati a Udine per due project financing farlocchi: quelli che portano al Carnera e a Borgo stazione». Mentre, infatti, «a Trieste le opere in finanza di progetto sono reali, quelli a Udine non si possono concretizzare perchè Borgo stazione presenta un’evidente mancanza di appeal per un privato, mentre sul Carnera è stato Bini a manifestare la volontà dell’amministrazione di realizzarne uno ex novo in Fiera».
Il capogruppo, proseguendo, aggiunge al racconto un altro elemento che cita «i 200 milioni stanziati per Porto Vecchio, di cui 10 milioni 500 mila direttamente a favore del Comune». Questa somma porterebbe pertanto il totale per il capoluogo regionale a «337 milioni 600 mila euro» con un gap diviso per abitante “monstre” e pari a 1.699 euro a favore di Trieste contro i 385 euro di Udine. «Il tutto senza tenere in considerazione la valanga di fondi per Go2025! che non siamo nemmeno riusciti a quantificare nel totale – prosegue – e i 10 milioni, peraltro ulteriori rispetto agli stanziamenti precedenti, inseriti nell’assestamento autunnale approvato venerdì per la stazione di Campo Marzio a Trieste. E non dimentico nemmeno i 9 milioni 650 mila euro già trasferiti a Pordenone per promuovere la Capitale italiana della cultura in uno scenario economico che si appresta a diventare ancora più clamoroso rispetto a quello di Gorizia».
La sintesi, stando a Moretuzzo, è quindi chiara. «La disparità di trattamento, sia legata a motivazioni politiche o perchè la città sta sulle scatole cambia poco – chiosa –, è clamoroso. Mi auguro se ne rendano conto sia la giunta e sia consiglieri di maggioranza eletti nel collegio di Udine. Chiediamo a Fedriga di riparare, già in legge di Bilancio a dicembre, svincolando i 30 milioni sul Carnera e su Borgo stazione dal project financing. In più servirà un’azione forte, sul modello di Porto Vecchio, anche per Udine e il primo pensiero non può non portare alla bonifica dell’area dell’ex Safau».
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