Udine, nell’area dell’ex Bertoli nasceranno ristoranti, negozi e un albergo: partito il recupero, ecco il progetto
Sarà possibile sfruttare una superficie commerciale che non superi la soglia dei tremila e 900 metri quadrati, contro i 5 mila previsti inizialmente

UDINE. Nell’area dell’ex Bertoli ci sarà spazio anche per alberghi, negozi, ristoranti, uffici e servizi. «Ma il primo passaggio – mette in guardia l’assessore alla Pianificazione territoriale, Giulia Manzan - propedeutico all’avvio dei lavori, sarà l’attuazione degli interventi di bonifica dell’area».
A stabilire le possibili attività insediabili nel quadrilatero compreso tra via Tricesimo, viale Giovanni Paolo II, via Fusine e via Molin Nuovo, nel quartiere di Paderno, è la variante che è stata approvata ieri dalla giunta. «Il documento - illustra Manzan - è frutto di un attento confronto con tutte le categorie economiche e gli altri portatori di interesse. La nuova proposta riduce notevolmente le volumetrie da realizzare all’interno del comparto – la proposta di piano precedente prevedeva che 70mila metri quadrati venissero destinati alla residenzialità- e ha il pregio di liberare spazio per la realizzazione del grande parco pubblico».
In particolare sarà possibile sfruttare una superficie commerciale che non superi la soglia dei tremila e 900 metri quadrati, contro i 5 mila previsti inizialmente. Poi 3.800 metri di attività alberghiere, sale polifunzionali per attività culturali, ricreative, di intrattenimento e dello spettacolo (4.800 metri), attività ludico sportive (3.800 metri), ristoranti per complessivi 2.500 metri, e servizi alle persone con agenzie di viaggi, attività di sportello, artigianato di servizio, studi professionali, servizi e attrezzature pubbliche o private per l’istruzione, salute, sport (2.300) e un parco pubblico da 60 mila metri quadrati.
«Parliamo di una zona abbandonata da anni, completamente inutilizzata, che ha alimentato dibatti estenuanti senza che si arrivasse a una sintesi: finalmente - continua Manzan -, ci sono le condizioni per attrarre investimenti e trasmettere la percezione di un territorio dinamico capace di avviare progetti di rigenerazione urbana. Alla luce di queste modifiche, verranno messi a disposizione spazi per agenzie, studi, palestre, servizi alle persone e, soprattutto, ci sarà un polmone verde a Nord di Udine che offrirà un’opportunità di svago alle famiglie che si recano in quella zona per fare compere. Se altri hanno dato una mano di grigio al territorio, noi stiamo puntando sul verde, sull’ambiente, sullo sviluppo sostenibile e per dare opportunità a tutti i cittadini di vivere in una realtà a dimensione d’uomo, accogliente e al passo con i tempi».
Adesso toccherà al concordato della Progetto Udine srl, azienda costituita nel 2005 proprio per seguire il progetto di sviluppo del cosiddetto Parco Nord, e in particolare al liquidatore giudiziale Giuliano Buffelli decidere se e quando procedere con una nuova asta dopo che i tre precedenti tentativi sono andati a vuoto.
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