Udine nella top ten per la qualità delle mense: ogni anno serviti 558 mila pasti

Gli studenti che mangiano nei 17 istituti comunali sono 4.250. L’assessore Battaglia: abbiamo aumentato controlli e dialogo

Ogni anno ai bambini e ai ragazzi che frequentano le scuole del comune di Udine vengono serviti 558 mila pasti tenendo conto anche di quelli offerti nei centri estivi. Tra asili, elementari e medie gli utenti delle mense scolastiche sono 4.250. E, a quanto pare, mangiano piuttosto bene. Udine si è infatti posizionata al decimo posto nella classifica delle “eccellenze a tavola” pubblicata sul sito www.foodinsider.it, una sorta di tripadvisor della ristorazione scolastica.

«Abbiamo lavorato molto per cercare di migliorare la qualità del servizio - spiega l’assessore all’Istruzione, Asia Battaglia - e questo riconoscimento fa piacere, ma ovviamente cercheremo di fare ancora meglio. Per riuscirci intendiamo aumentare i controlli e il coinvolgimento delle famiglie».



Al momento a mangiare sui banchi il cibo servito nelle vaschette sono rimaste solo quattro scuole, tre primarie e una secondarie che rientrano nelle tipologia di mensa C. «Il numero sta diminuendo, anche la Girardini rientrava in quella categoria e invece adesso è una B plus: gli studenti non mangiano più sui banchi ma in mensa, il primo viene preparato dai cuochi in cucina mentre in secondo arriva nei vasconi e viene sporzionato». Nella stessa categoria rientrano altre 13 scuole, 7 primarie e 6 secondarie. L’unica a rientrare nella tipologia A è la Fruch dove ci sono i cuochi all’interno della mensa che preparano l’intero menù. «L’ideale sarebbe avere tutte A o B plus - sottolinea l’assessore -, ma non è possibile perché in molti istituti non ci sono spazi adeguati. Alla 4 novembre per esempio dovremmo realizzare un novo edificio per la mensa ma questo non significa che non si possa comunque garantire un servizio di eccellenza. Per farlo è fondamentale la qualità del cibo».

Il primo passo per alzare gli standard è la predisposizione dei bandi che assegnano i servizi. Da pochi giorni è scaduto un bando per un importo a base d’asta di poco inferiore ai 3,3 milioni. «Tra i criteri abbiamo inserito punteggi più alti per chi garantisce prodotti biologici del territorio promuovendo così anche la sostenibilità ambientale - spiega Battaglia -. Al momento il servizio è stato prorogato alla Camst mentre l’altro bando è stato già affidato alla Sodexo».

Detto dei bandi, un altro aspetto fondamentale è il controllo della qualità. «Da questo punto di vista è importante la presenza del tecnologo alimentare: un professionista che ha l’incarico di andare a verificare la qualità dei pasti serviti nelle mense e che ci offre supporto per affrontare eventuali problematiche - continua Battaglia -. A breve faremo anche alcuni incontro di formazione con i componenti della commissione mense di cui fanno parte genitori, insegnanti e anche personale addetto alla gestione delle mense. Nella commissione ci sono rappresentanti di ogni scuola che fanno assaggi nelle scuole e hanno il compito di redigere una sorta di mappatura».

Per quanto riguarda i menù invece il riferimento è l’Azienda sanitaria. «I menù possono variare ma devono sempre rispettare i criteri stabiliti dall’azienda sanitaria per garantire il giusto apporto di proteine, carboidrati ecc. Per coinvolgere di più le famiglie anche con l’azienda stiamo organizzando degli incontri durante i quali saranno spiegati i principi che stanno alla base delle scelte. Un altro elemento qualificante è sicuramente il contratto della merenda che impegna i genitori a fornire ai figli prodotti sani come frutta e yogurt al posto delle merendine. Dalla Regione - conclude - abbiamo anche ricevuto un attestato di eccellenza come mensa biologica oltre a un contributo di circa 50 mila euro».

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