Udine, nei bagni della scuola c’è la turca e il papà protesta

UDINE. Nei bagni della scuola primaria scelta per il proprio figlio non c’è il classico water, ma la turca. Un servizio igienico che, a detta del genitore, spesso mette a disagio i bambini, i quali preferiscono trattenere i propri bisogni pur di non usare quel tipo di toilette. Il caso è stato sollevato da un papà, che ha scritto al sindaco Furio Honsell con l’obiettivo di «ovviare a questa spiacevole situazione».
In realtà nel panorama scolastico la toilette alla turca non è certo una novità, essendo presente in praticamente tutte le elementari cittadine. Sono pochi i casi dove vi è anche la “tazza”, in aggiunta a quella prevista per i disabili. E, se da una parte risulta meno apprezzata dagli alunni; dall’altra rappresenta una soluzione più igienica, secondo i dirigenti.
«Sono il papà di un bambino che frequenta la primaria – scrive il firmatario della missiva diretta al sindaco e inviata anche al Messaggero Veneto –. Le scrivo per una segnalazione riguardante i bagni della scuola primaria Dante Alighieri (per le classi della Luigi Garzoni ospitate alla Dante).
Evitando filosofiche discussioni su “pro turca” e “pro tazza” e andando sul pratico del problema, la prima risulta veramente poco accogliente e ancor meno gradita dai bambini.
Infatti nelle scuole, la toilette alla turca è stata sostituita dal classico vaso sanitario. Fosse solo questo potrebbe forse essere una cosa da poco – prosegue la lettera –, mentre invece in molti casi, già documentati in tante altre scuole primarie e nella vita di tutti i giorni, i bimbi pur di non usare la toilette alla turca, tendono a trattenere i propri bisogni.
Quest’ultimo aspetto, soprattutto per i bambini iscritti al tempo pieno e al doposcuola, diventa una consuetudine ben poco salutare, se non pericolosa.
Conoscendo la sua sensibilità verso i bambini – si rivolge al primo cittadino –, le chiedo un cortese interessamento al fine di verificare quanto sopra segnalato e di ovviare a questa spiacevole situazione». E non sono pochi gli alunni che, soprattutto in prima elementare, si sporcano perché non sono abituati a utilizzarla.
Le scuole Garzoni e Dante fanno riferimento al secondo istituto comprensivo, retto ora da Umberto Ranauro che ha sostituito dal 1º settembre la storica dirigente Maria Piani.
«Da parte mia – sottolinea Ranauro – mi farò portavoce di una campagna di sensibilizzazione e parlerò con altri colleghi per conoscere il loro punto di vista. Soltanto il Comune però – chiarisce il nuovo dirigente – può giustificare a bilancio una somma per la ristrutturazione dei bagni. Sicuramente parlerò con il sindaco per capire se si possa trovare una soluzione».
Nessuno ha mai posto il problema, invece, negli istituti afferenti al sesto comprensivo, diretto da Luca Gervasutti. «Non ho mai ricevuto segnalazioni al riguardo – fa sapere –, nessuno si è finora lamentato». Adoperando questo servizio, infatti, il corpo non viene a contatto con nessuna parte della ceramica.
Probabilmente basta solo un po’ di pratica e qualche incoraggiamento in più per far superare il disagio ai bambini e renderli autonomi anche di fronte a un servizio igienico diverso da quello di casa.
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