Udine, muore a 52 anni dopo le dimissioni dall’ospedale: l’autopsia per chiarire cosa è successo

La Procura di Udine nominerà l’8 ottobre i consulenti tecnici incaricati degli accertamenti sulla morte dell’uomo, deceduto il 25 settembre per un probabile infarto. L’inchiesta è nata dalla querela presentata dalla famiglia. Nel mirino anche le eventuali responsabilità diagnostiche e terapeutiche dei medici che lo avevano avuto in cura

È morto a Udine il 25 settembre, a 52 anni, poco dopo essere stato dimesso dall’ospedale. Secondo le prime ipotesi, il decesso sarebbe stato provocato da un infarto, ma saranno ora gli accertamenti della Procura a dover chiarire le circostanze della morte. 

L’indagine è stata avviata dopo la querela presentata dai familiari dell’uomo, che hanno chiesto di fare luce su quanto accaduto nelle ore precedenti il decesso.

L’autopsia per chiarire le cause

La Procura di Udine procederà l’8 ottobre alla nomina dei consulenti tecnici incaricati di eseguire gli accertamenti medico-legali.

L’autopsia dovrà stabilire innanzitutto la causa e l’ora della morte, ma anche verificare se vi siano state eventuali responsabilità da parte dei sanitari che avevano seguito il 52enne.

In particolare, gli accertamenti dovranno valutare gli aspetti diagnostici e terapeutici della vicenda.

Nominati medico legale e cardiochirurgo

Il pm Marco Panzeri ha indicato come consulenti il medico legale Antonello Cirnelli e il cardiochirurgo Paolo Ius.

Il loro compito sarà quello di analizzare gli elementi clinici disponibili e gli esiti dell’autopsia per ricostruire il quadro medico dell’uomo e le circostanze che hanno preceduto il decesso.

Medici indagati

Nell’ambito dell’inchiesta risultano indagati i medici del reparto dell’ospedale di Udine che aveva avuto in cura il 52enne.

Gli accertamenti dovranno quindi stabilire se la morte sia stata riconducibile esclusivamente a una patologia improvvisa oppure se vi siano stati eventuali profili di responsabilità nelle cure e nella gestione clinica del paziente. 

L’indagine è ancora nella fase degli accertamenti e sarà l’attività peritale a fornire alla Procura gli elementi necessari per valutare le eventuali responsabilità.

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