«Prima le fabbriche, poi le case»: il modello della rinascita friulana in mostra a Udine
Fino al 2027 la sede di Confindustria diventa lo scrigno della memoria del 1976: video, oggetti vintage e interviste per raccontare come la tragedia si trasformò in visione

Una tragedia diventata opportunità di rinascita, innovazione e sviluppo: il terremoto del 1976 ha trasformato il Friuli, dando inizio a quella ripartenza che fu d’esempio a livello nazionale e che viene raccontata nella mostra “Oltre la dimensione dell’esistente. Friuli 1976. La ricostruzione che partì dalle fabbriche”, ospitata fino a settembre 2027 nella sede udinese di Confindustria. I cinque piani della torre di Santa Maria diventano scrigno di memoria, grazie alla collaborazione tra la Regione, Confindustria Udine, l’Associazione Archimede e Domenico Taverna e Vetrina dell’Ingegno.
L’inaugurazione
«Il titolo dell’esposizione, mutuato dalle parole pronunciate allora dal cavaliere Andrea Pittini, non è uno slogan: è la sintesi di una scelta» ha esordito il presidente di Confindustria Luigino Pozzo durante l’inaugurazione di ieri pomeriggio. «Nel 1976 gli imprenditori non si limitarono a ripristinare ciò che c’era, ma investirono in visione, nuovi metodi e nuovi obiettivi, proiettando il territorio verso un futuro migliore» ha aggiunto, proiettando quel ragionamento sul presente: «Il modello Friuli è ancora attuale, e l’esposizione vuole dimostrarlo anche alle nuove generazioni».
A fargli eco il presidente dell’Associazione Archimede e Domenico Taverna, Piero Petrucco: «Dal 2022 è la terza mostra che inauguriamo, all’interno della Vetrina dell’Ingegno, e ne arriveranno altre, perché il mondo industriale della nostra provincia ha ancora molto da raccontare, anche nel caso della ricostruzione post-terremoto». Una rinascita, ha aggiunto Marco Cicuttin, vicepresidente di Ance Udine, «che è stata anche culturale, perché da lì due anni dopo è nato l’Ateneo friulano». L’inaugurazione della mostra «dà avvio a un ciclo di incontri che continueranno il prossimo anno, a ricordarci che dalla difficoltà si può ripartire» ha chiosato.
Se il vicesindaco Alessandro Venanzi ha ricordato il motto di monsignor Alfredo Battisti, “prima le fabbriche, poi le case e poi le chiese”, augurandosi che i valori che guidarono la ricostruzione siano ancora presenti nelle generazioni attuali e future, l’assessore regionale alle finanze Barbara Zilli ha sottolineato «l’entusiasmo dei giovani per le iniziative dedicate al cinquantesimo del sisma». I ragazzi delle scuole, «che con i loro elaborati sono stati i migliori interpreti della memoria».
La curatrice
A curare l’esposizione, aperta gratuitamente al pubblico ogni sabato pomeriggio, dalle 15 alle 19, è stata Sabrina Tonutti, che ha fatto dialogare materiali diversi – foto, video, testimonianze scritte e interviste, ma anche oggetti d’epoca – per raccontare «una storia che può ancora insegnarci molto, a partire dallo spirito che animò la ricostruzione». Quella forza di ricominciare, ha proseguito Tonutti, «può diventare un’indicazione preziosa per affrontare situazioni negative cercando opportunità di crescita».
L’allestimento
“Oltre la dimensione dell’esistente” è l’esito di un lavoro di raccolta di testimonianze che si è avvalso del contributo, come memoria storica, di Eugenio Del Piero, già direttore di Confindustria Udine. Il percorso espositivo si articola sui cinque piani della torre di Santa Maria, a partire dal piano terra, dov’è stata allestita un’area immersiva “vintage” che ricopre il periodo 1975-1986 ed espone oggetti d’epoca, tra cui una vecchia calcolatrice Olivetti prodotta negli anni Sessanta e Settanta. I piani della torre ospitano testimonianze video di repertorio, attuali e legate ai due settori dell’edilizia e del legno arredo. Un percorso che, attraverso la polifonia delle testimonianze, narra di ripresa, ripartenza e ricostruzione, presentando infine la realtà delle imprese di oggi, quello che si vede e si tocca con mano entrando nelle fabbriche del Friuli odierno.
Con l’ascensore si sale poi al quinto piano dove nella sezione “Panorami” si potrà godere di un’eccezionale vista sulla città di Udine. Con un percorso a scendere si arriva al quarto piano nella sezione “Terremoto e ricostruzione. Il repertorio” che propone videointerviste a testimoni dell’epoca. Il terzo piano ospita invece la sezione “La memoria diventa esperienza. La ricostruzione nelle testimonianze di oggi” con videointerviste del 2025-2026. Il secondo piano sviluppa il tema de “Il Friuli della ricostruzione. Un enorme cantiere”, con videointerviste a testimoni del settore edile. Sono anche presenti le videointerviste sul settore edile e dei materiali da costruzione.
Al primo piano, infine, la sezione “Il Friuli riparte dal lavoro e va verso il futuro. Il settore del legno arredo”, con videointerviste e oggetti del settore legno arredo. Peraltro, in tutta la torre sono presenti sedute e arredi di aziende associate del settore. Una narrazione a più voci che punta a valorizzare la memoria e contemporaneamente la attualizza.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








