Udine, l’Anticorruzione chiede le carte del mega park

L’appalto dell’opera da 11 milioni di euro finisce nel mirino del magistrato Cantone. L’istruttoria è stata aperta a seguito degli esposti presentati dai grillini e da Ioan
Udine 24 gennaio 2015. park Telefoto Copyright Petrussi Foto Press - Maasimo Turco
Udine 24 gennaio 2015. park Telefoto Copyright Petrussi Foto Press - Maasimo Turco

UDINE. La costruzione del mega parcheggio interrato di piazza Primo maggio finisce nel mirino dell’Autorità nazionale anticorruzione. A seguito degli esposti presentati dai consiglieri comunali Claudia Gallanda (M5s) e Adriano Ioan (Identità civica), il dirigente dell’ufficio vigilanza lavori, Carlo Cresta, ha aperto un’istruttoria nei confronti della Sistema sosta e mobilità (Ssm) e dell’associazione temporanea d’imprese Vidoni Spa e Easy light impianti Srl.

L’obiettivo dell’Anticorruzione, presieduta dal magistrato Raffaele Cantone, è verificare la legittimità delle procedure adottate per la realizzazione del parcheggio da 11 milioni di euro. La risposta arriverà entro settembre.

La richiesta dei documenti è datata 13 marzo: Ssm e Vidoni hanno 30 giorni di tempo per inviare a Roma un pacco di documenti quasi tutti relativi all’avvio del cantiere e alla prima fase dei lavori. L’Anticorruzione vuole fare chiarezza sulla concessione stipulata tra Comune e Ssm per la realizzazione dell’opera, sulla progettazione a base di gara, sull’importo dell’appalto, sulle variazioni emerse in sede di progettazione e sui pareri autorizzativi.

Non va dimenticato, infatti, che a sollevare i primi dubbi sull’iter autorizzativo fu Italia Nostra che segnalò più volte il caso alle Belle arti. A seguire si aggiunsero una decina di esposti presentati in Procura e altri alla Corte dei conti non solo dai rappresentanti politici.

Oltre all’iter autorizzativo, l’Anticorruzione entra nel merito anche dei tempi di esecuzione, delle perizie di variante pretendendo di conoscere le motivazioni e del contenzioso con l’appaltatore che ha già presentato riserve per circa 2 milioni di euro. Nell’elenco non manca la questione dei rumori provocati all’interno dell’istituto Sello, la modifica della berlinese di fondazione, la classificazione sismica, Richiesta pure la tabella riassuntiva degli incarichi professionali conferiti da Ssm.

«La richiesta di Cantone è la conseguenza degli esposti presentati all’Anticorruzione da due consiglieri comunali d’opposizione per intralciare il regolare sviluppo dell’opera» sostiene il sindaco, Furio Honsell, secondo il quale «gli esposti sono il frutto della polemica politica scoppiata per impedire che le cose andassero bene». Honsell non teme il confronto con l’Anticorruzione che chiede di analizzare i documenti con, aggiunge il sindaco, «un inevitabile spreco di tempo e denaro.

L’opposizione spreca i soldi dei cittadini per fare denunce, è già successo e tutte le volte gli esposti del centrodestra sono finiti in una bolla di sapone». A questo punto Honsell si domanda: «Chi pagherà? Non sarebbe il caso di fare politica con la forza delle proprie argomentazioni?». Sulla stessa lunghezza d’onda la Ssm rendendosi disponibile a fornire tutta la documentazione richiesta.

Diversa la posizione dei grillini: «È chiaro che nell’interesse dei cittadini e del proseguo dell’opera - scrive in una nota Gallanda - ci auguriamo che tutto risulti regolare. I dubbi sorti però andavano verificati anche perché l’amministrazione, alle prime richieste di pubblico approfondimento, non ha risposto in modo convincente».

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