Aperitivi in centro, bagni al Palamostre e parchi deserti: la fotografia del Ferragosto a Udine

Diversi turisti stranieri in piazza San Giacomo tra gelati e souvenir, mentre chi resta in città si rifugia in piscina. Corsa alla spesa nei supermercati aperti al mattino

Il Ferragosto a Udine è dei turisti, i parchi una meta per pochi intimi, residenti rimasti a casa ma ugualmente desiderosi di godersi un po’ di sole e tranquillità. La piscina il luogo del refrigerio prêt à porter, col centro storico a esclusivo appannaggio di quanti sono giunti a Udine per una visita, anche mordi e fuggi.
Al parco del Cormôr, dunque, è stato il frinire dei grilli a dettare il ritmo di una giornata che ha visto l’area verde accogliere poche decine di persone coi loro asciugamani e le loro creme solari: oggetti chiave per dei momenti di relax all’insegna della tintarella.

Nelle prossime ore, poi, l’arrivo dei tifosi dell’Udinese per la prima stagionale dei loro beniamini al Friuli movimenterà lievemente l’ambiente, ma neanche troppo.
Discorso parzialmente inverso, come si accennava, per le piscine comunali.

La “spiaggia” del Palamostre, per esempio, al picco pomeridiano del grande caldo ha agito da calamita per molte famiglie che hanno così trovato rifugio sotto gli ombrelloni posizionati in prossimità della vasca dedicata ai più piccoli. Meno affluenza nella piscina olimpionica, maggiormente esposta all’inclemenza dei raggi solari.
Passeggiate, aperitivi e gelati il must fra piazza San Giacomo e dintorni, gli ordini al bancone fatti in tedesco, ma anche in sloveno, inglese e, giocoforza, italiano. Qui, a intercettare gli sguardi dei presenti sono state soprattutto le vetrine di alcuni negozi aperti, variegata la merce esposta: dai profumi ai libri e alle calze, passando per i souvenir di viaggio.

E se qui il giro d’affari non è stato poi così elevato, nei piccoli e grandi supermercati, specialmente al mattino, la corsa alla spesa ha nutrito le code di gente in attesa alle casse. “Siamo venuti qui dopo esser stati sul monte Lussari”, ci riferisce una guida turistica. “We love Italy”, parole che, immaginiamo, non necessitano traduzione.

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