Udine, Eddie Speranza si ritira: «Basta, torno a fare il papà». Dopo il sit-in cambia tutto

Il promotore di Sicurezza Urbana Udine annuncia lo stop dopo la manifestazione del 22 settembre, alla quale hanno partecipato circa 200 persone contro le mille attese. Conferma invece il sostegno a Tommaso Ponti, ma da privato cittadino

Chiara Dalmasso
La manifestazione statica organizzata in piazza Liberta da Eddie Speranza / Foto Petrussi
La manifestazione statica organizzata in piazza Liberta da Eddie Speranza / Foto Petrussi

Forse è stato il flop del presidio del 22 settembre, forse ci sono anche altri motivi, ma la decisione è arrivata come un fulmine a ciel sereno: Eddie Speranza si ritira dalla scena politica udinese.

Nemmeno il tempo di annunciare il suo ingresso in politica, accanto all’avvocato Tommaso Ponti, nell’ambito della nuova Lista Civica, che il leader del gruppo Sicurezza urbana Udine già si sfila.

L’annuncio è arrivato, al solito, con un post su Facebook, pubblicato stamattina, 23 settembre: “Dopo la manifestazione a Udine, in cui ho messo tutto il mio cuore e il mio impegno per la sicurezza della città”, scrive Speranza, “ho visto che il seguito delle persone è stato limitato: prendo atto di questo e con serenità ho deciso di ritirarmi a vita privata, non ho rancore verso nessuno, ho fatto tutto quello che ritenevo giusto come cittadino. Resta la mia preoccupazione per Udine. Ringrazio chi c'è stato e chi mi stima. Per me finisce qui!”.
Al lapidario congedo via social Speranza non ha molto da aggiungere: “Ho deciso di ritirarmi perché il mio dispendio di energie evidentemente non serve alla comunità, che risponde di più alle iniziative per la Palestina o al Pride” ha spiegato, descrivendo la situazione cittadina come “una deriva totale, in cui si sta realizzando tutto ciò che predisse Oriana Fallaci diversi anni fa, mentre il sindaco si preoccupa delle moschee e la sicurezza non esiste più”.

Il dispiacere per la mancata partecipazione al presidio di piazza Libertà, con appena 200 persone in luogo del migliaio atteso (e annunciato, sempre via Facebook, qualche ora prima), c’è e Speranza non ne fa mistero: “La gente finché non viene toccata da un problema non agisce e mi sconvolge che molte persone avrebbero preferito vedermi in diretta tv invece che scendere in piazza”.

Additando i suoi concittadini come “viziati”, li invita, d’ora in poi, “ad arrangiarsi”. Infatti, dopo aver tentato “di difendere i più deboli”, prosegue, “ora tornerò a pensare unicamente alle due cose più belle del mondo: vendere fiori e fare il papà”.

Nemmeno la presenza al presidio di alcune personalità politiche di rilievo - da Ester Soramel, coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia a Francesca Laudicina, capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Gianni Croatto, consigliere di Fdi - è bastato a risollevare l’animo deluso di Speranza: “Mancavano le persone, i politici non bastano” spiega, dichiarando che affiancherà Ponti ma soltanto come “amico e privato cittadino”.

Per il resto, “voterò il generale Vannacci” conclude Speranza, “perché i generali non mi hanno mai tradito”.

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