L'industria friulana e il coraggio della rinascita: a Osoppo l'analisi della ricostruzione post-terremoto
Confindustria Udine riunisce economisti, istituzioni e i protagonisti del 1976. Il presidente Pozzo: «La scelta della zona industriale simbolo di coesione e futuro»

Il modello Friuli, il sistema di gestione e ricostruzione applicato dopo il devastante terremoto del 1976, basato sul protagonismo delle autonomie locali, sulla solidarietà e sulla ripresa economica immediata, si fondava sul motto “Prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese”. L’intento era chiaro: senza lavoro non ci sarebbe stata alcuna riedificazione e il Friuli avrebbe rischiato lo spopolamento. Quella massima che ha fatto la storia è al centro di un convegno che la Regione e Confindustria Udine hanno promosso per sabato 12 settembre, alle 9, nello stabilimento Fantoni di Osoppo, nell’ambito delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del sisma. Oltre al governatore Fvg Massimiliano Fedriga è atteso, tra gli altri, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti.
“Prima le fabbriche: la forza di ricostruire, il coraggio di guardare al futuro”, questo il titolo dell’evento, è appunto dedicato al ruolo determinante svolto dall’industria nella fase di ricostruzione. L’obiettivo è anche quello di valorizzare il profondo legame che ha unito le imprese al territorio e alle comunità duramente colpite dal terremoto. E, proprio per questo, è stata scelta la zona industriale di Osoppo quale sede per l’incontro. «La scelta della zona industriale di Osoppo, simbolo della rinascita friulana», spiega infatti il presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo, rende concreto e visibile questo legame, evidenziando non solo la capacità produttiva del Friuli, ma anche il radicamento delle aziende nelle comunità locali, la coesione sociale e la determinazione con cui il tessuto economico ha saputo affrontare e superare le difficoltà. Valori che continuano a guidare l’azione di Confindustria Udine a sostegno delle imprese associate e dello sviluppo del territorio. Il convegno si propone quindi come un momento di riflessione capace di coniugare la memoria storica con una visione orientata al futuro, rileggendo un’esperienza straordinaria di resilienza collettiva alla luce delle sfide economiche, sociali e industriali contemporanee. Un’occasione per riconoscere il valore dell’esperienza maturata nel passato e trasformarla in fonte di ispirazione e orientamento per il domani».
Moderatore dell’evento, che comincerà alle 9.30, dopo la registrazione dei partecipanti, sarà Marco Panara, editorialista del Gruppo Nem. Dopo i saluti istituzionali di Lorenzo Tiepolo (sindaco di Osoppo), Roberto Revelant (presidente dell’Assemblea dei sindaci dell’ambito territoriale del Gemonese e del Canal del Ferro-Val Canale), Barbara Zilli (assessore regionale alle Finanze) e Luca Ciriani (ministro per i Rapporti con il Parlamento), interverrà Fausto Bianchi (presidente di Confindustria Piccola Industria). Seguirà quindi la relazione di apertura di Luigino Pozzo, presidente di Confindustria Udine.
Nel corso della mattina ci saranno anche testimonianze, video e live di imprenditori friulani protagonisti della ricostruzione e la presentazione dello studio della Banca d’Italia “L’impatto economico della ricostruzione” a cura di Sauro Mocetti, economista dell’Ufficio studi della banca centrale.
Spazio poi al talk di Panara con Daniele Franco (economista, già ministro dell’Economia e delle Finanze e direttore generale della Banca d’Italia, oggi direttore scientifico della Fondazione Cini) e al keynote di Eugenio Del Piero (già direttore di Confindustria Udine).
La successiva tavola rotonda, incentrata sulla scelta strategica, assunta a suo tempo, della priorità della ricostruzione industriale, moderata da Marco Panara, vedrà la partecipazione di Guido Castelli (commissario straordinario di Governo per la ricostruzione post-terremoto del Centro Italia), Patrizio Bianchi (economista, già ministro dell’Istruzione), Riccardo Riccardi (assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità, delegato alla Protezione civile) e Antonio Gozzi (vicepresidente Confindustria con delega a Autonomia strategica europea, Piano Mattei e Competitività).
Gli interventi di chiusura saranno affidati al presidente della Regione Fedriga e al ministro Giorgetti.
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