Un grande parco per lo sport e il verde a Codroipo: premiato il progetto che trasforma i Campetti
Inaugurata in via Roma la mostra dei progetti per il concorso «The Sport District»: vince lo studio di Conegliano «Trame condivise» per unire scuole, Polisportivo e Risorgive

Qual è l’obiettivo del concorso internazionale di idee «The Sport District»? Trasformare i Campetti di Codroipo in un grande sistema di sport, verde e socialità, collegando luoghi oggi separati e creando nuove occasioni di incontro tra persone e generazioni diverse. Le risposte sono arrivate da progettisti di tutto il mondo e ora sono esposte nella mostra itinerante «Rigenera», appena inaugurata, in via Roma 10, davanti a un pubblico folto e interessato.
Promosso dal Comune con Terraviva Competitions, il concorso ha chiesto di ripensare gli Impianti Base, dalla zona scolastica al Durigatt, dal Polisportivo al Parco delle Risorgive, restituendo continuità al paesaggio urbano.
A presentare l’iniziativa è stato il consigliere Giovanni Soramel, che ne ha seguito il percorso insieme al geometra Ivan Cignola e all’architetta Alessandra Baldin dell’ufficio urbanistica comunale.
Prima del taglio del nastro, Alessandro Verona, componente della giuria, ha invitato a guardare oltre gli edifici: «È giunto il momento di inventare nuove relazioni. Poco importa avere un edificio bello, se non si presta attenzione allo spazio pubblico. L’architettura non deve necessariamente manifestarsi attraverso grandi opere, ma può trasformare profondamente una città migliorando i luoghi della vita quotidiana. Forse non si chiameranno più Campetti, ma diventeranno un importante riferimento cittadino e Codroipo non sarà più la stessa». Soramel ha poi presentato i vincitori del primo premio, arrivati da Conegliano: Diego Zanette, Debora Casagrande, Mattia Pianezzola e Federico Sartorato, autori del progetto «Trame condivise».
«È stata una bella occasione per esplorare Codroipo e scoprire l’area dedicata alle scuole e allo sport», hanno raccontato i progettisti. «Gli edifici erano già interessanti, ma la realtà appariva frammentata. Abbiamo lavorato sul concetto fondamentale della connessione tra i luoghi, che attualmente manca». Da questa osservazione è nata una proposta che privilegia percorsi, alberature e spazi condivisi, rendendo il verde elemento di unione tra le diverse strutture. «Che cosa c’è di meglio che fare sport in un bosco? ». La domanda riassume la filosofia del progetto vincitore ovvero restituire continuità al paesaggio urbano e immaginare un ambiente dove natura, movimento e socialità possano convivere.
Particolare attenzione è stata riservata all’attraversamento di via Circonvallazione Sud, uno dei principali ostacoli alla continuità tra le diverse aree.
«Un concorso di idee non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza», ha ricordato Soramel, evidenziando il compito della politica di programmare lo sviluppo cittadino e trasformare le proposte in opportunità concrete. Ha ringraziato Maurizio Chiarcossi, l’«angelo custode» dei Campetti, lo storico Mario Banelli e le amministrazioni che, fin dagli anni Sessanta, hanno contribuito a costruire e far vivere questo importante patrimonio collettivo.
Rigenera si inserisce in un percorso di riqualificazione che ha già compreso la palestra fitness all’aperto, il rinnovamento dei campi da tennis e il progetto dello skatepark. Una visione che intreccia urbanistica, sicurezza, politiche giovanili e partecipazione, anche in prospettiva del riconoscimento di Codroipo e dei Comuni limitrofi come «Comunità Europea dello Sport 2028».
Don Gabriele Pighin ha espresso fiducia nel futuro del progetto, destinato a portare benefici alla comunità.
Particolarmente emozionato il sindaco Guido Nardini, che ha ricordato Carla Comisso, consigliera comunale ed entusiasta sostenitrice dell’avvio di Rigenera. «Era il sogno di un’amica che non c’è più. Ora bisogna farsene carico e renderlo vivo. Speriamo di vederlo realizzato».
La mostra, allestita in occasione della Fiera di San Simone, sarà visitabile oggi, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. I progetti esposti non rappresentano ancora interventi esecutivi, ma un patrimonio di idee sul quale costruire il futuro di un’area profondamente legata alla storia cittadina.
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