I diritti dei pazienti al centro: a Udine la rete d'aiuto che dialoga con le strutture sanitarie
Oltre 2.500 contatti all'anno per l'associazione "Diritti del malato". La vicepresidente Moro: «Niente giudizi, costruiamo un ponte tra i cittadini e la sanità»

Una rete di servizio per le persone più fragili, cercando di tutelare i loro diritti attraverso accoglienza, ascolto e un rapporto fiduciario. Sono queste le fondamenta dell’associazione Diritti del malato di Udine, che da oltre 20 anni persegue questi obiettivi con il motto “Insieme a te perché i diritti del malato sono i diritti di tutti noi”. Con queste parole l’associazione desidera esprimere la convinzione che il compito fondamentale di una società sana ed evoluta sia quello di mettere al centro le esigenze del cittadino.
«Il nostro intento non è quello di ergersi a giudici, ma quello di facilitare la comunicazione tra cittadini e strutture sanitarie e assistenziali in un’ottica costruttiva per la società ed il singolo individuo» spiega la vicepresidente Emanuela Moro. L’associazione, oggi presieduta da Anna Agrizzi, ha visto negli anni la sua attività sempre in crescita, tant’è che, nella sede di Udine, sita al secondo piano del padiglione 14 dell’Azienda sanitaria del Friuli centrale (AsuFc), ogni anno, a fronte di oltre 2.500 contatti telefonici, mail e personali, l’associazione invia circa 200/300 segnalazioni, ognuna delle quali comporta numerosi incontri con i cittadini interessati, con i professionisti, con le aziende sanitarie e i vari uffici relazioni con il pubblico, chiamati a fornire chiarimenti sui singoli problemi segnalati.
L’associazione, da non confondere con il Tribunale dei diritti del malato, è costituita da cittadini comuni, ma anche da professionisti, avvocati e medici legali, che si impegnano a titolo volontario allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini nell’ambito dei servizi sanitari e assistenziali e contribuire a un’organizzazione del servizio sanitario più umana e razionale.
«Ai Diritti del malato si rivolgono persone che vogliono aprire un dialogo con gli enti su varie tematiche: persone ammalate che ritengono di non essere curate in maniera efficace, pazienti che pensano di aver subito degli errori nella pratica medica, cittadini che desiderano vengano migliorati aspetti organizzativi generali, persone che ritengono di non ricevere una giusta assistenza domiciliare, sociale, riabilitativa e persone che desiderano segnalare comportamenti non corretti e mancanza di informazione» prosegue Moro. I rapporti con le istituzioni, assicurano, «sono ottimi: facciamo quello che riusciamo con le nostre risorse (tra cui fondamentale il 5 per mille), come l’acquisto di un furgone dedicato al trasporto delle persone disabili».
Gli utenti si rivolgono all’associazione al 90% tramite il passaparola, ma anche attraverso i canali social, che già contano 5.000 follower, oppure inviati da operatori sanitari. «Nella maggior parte delle occasioni, le situazioni si risolvono per vie brevi, in sinergia con il personale delle strutture pubbliche che, interpellate telefonicamente dall’associazione, hanno permesso una risposta o una risoluzione rapida della problematica segnalata».
Tra le numerose attività portate avanti, anche l’interessamento per favorire l’eliminazione delle barriere architettoniche che pesano sulla vita dei disabili, la partecipazione al progetto “No alla solit’Udine” del Comune, effettuando trasporti per gli over 65 e organizzando, sempre per quella fascia d’età, attività fisiche e ricreative in palestra e, ancora, flash mob e manifestazioni anche in collaborazione con altre associazioni del territorio, convegni e simposi di professionisti che a titolo volontario indagano varie tematiche, fino ai banchetti informativi che vengono organizzati quasi tutte le domeniche e che riprenderanno a settembre, dopo la pausa estiva.
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