Tutti in piazza contro i tagli alla sanità

Acque agitate, ieri in ospedale, per la notizia della chiusura dell’area degenze di Cardiologia (fatto salvo il mantenimento dell’Unità coronarica nell’area dell’emergenza) prevista dal Pal (Piano attuativo locale) redatto dai vertici dell’Ass isontina e approvato dalla Regione. Un piano che, nei suoi contenuti, sembra non essere ancora noto - o se volete chiaro - a molti (l’eliminazione dei posti letto di Cardiologia è stata data ieri in esclusiva dal Messaggero Veneto) forse anche perché quando fu chiamato a illustrarlo, in Comune, alla Commissione sanità, il direttore generale Gianni Cortiula innalzò di fatto una spessa cortina fumogena attorno al documento.
Eppure il testo è molto chiaro, e, nel complesso, suona come le campane a morto per l’ospedale goriziano, il cui processo di spoliazione e impoverimento (cominciato 20 anni fa con il trasferimento a Monfalcone di due reparti come Oculistica e Otorino, retti allora da due primari di prestigio come Michele Belmonte e Salvatore Di Fede) continua inesorabile.
Con la Cardiologia, nel 2014 sarà chiuso tutto il Dipartimento materno-infantile: Punto nascita, Ginecologia, Pediatria. Metà dei posti letto della Riabilitazione sono già stati soppressi, gli altri probabilmente lo saranno, mentre ancora non si capisce se la week surgery, cioè la settimana corta in Chirurgia e Ortopedia, verrà applicata a Gorizia o Monfalcone, anche se tutti gli “indizi” fanno propendere per la prima ipotesi.
Cosa resterà, insomma, al San Giovanni di Dio? Ben poco: la Medicina con l’Rsa, una Chirurgia con interventi programmati nella quale possiamo includere l’Urologia, di fatto l’unica specialità d’eccellenza sopravvissuta all’ecatombe (ma il primario Leonardo Zappalà è in odor di pensionamento), vari ambulatori, il Centro trasfusionale e l’area dell’Emergenza con la Rianimazione, l’Unità coronarica e un Pronto soccorso potenziato.
Il consigliere comunale di Sel, Livio Bianchini, come sempre sensibile ai temi della sanità, è un fiume in piena: «Nel prossimo consiglio comunale chiederò al sindaco di promuovere una grande manifestazione a difesa della sanità in piazza Vittoria, invitando tutti i sindaci dell’Isontino. Resto, inoltre, dell’idea che bisognerebbe andare a Trieste a parlare con la Serracchiani e la Telesca. Ci stanno massacrando, e quel che mi impressione è che mentre altrove, come a Sacile, la gente scende in piazza e si mobilita per la paventata perdita di un reparto, qui tutti sembrano rassegnati e inerti. Auspico, quindi, che non soltanto la politica ma anche i cittadini escano dall’apatia che finora li ha contraddistinti».
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