Truffa dell'oro a Pordenone, anziana derubata di 15 mila euro: la refurtiva recuperata a Roma
La donna era stata contattata da un falso carabiniere dopo una presunta rapina in gioielleria. Una giovane si è presentata a casa facendosi consegnare i preziosi. Fermata poche ore dopo alla stazione Termini: aveva ancora con sé l'intera refurtiva, compresa la fede del marito defunto

Una telefonata arrivata nella tarda mattinata del 18 agosto, intorno alle 11.45, ha fatto scattare la truffa ai danni di una donna di 86 anni residente a Pordenone.
All'altro capo del telefono una persona, qualificatasi come appartenente all'Arma dei carabinieri, ha raccontato all'anziana di una presunta rapina appena avvenuta in una gioielleria della città.
Con un tono rassicurante ma deciso, il falso militare ha convinto la donna che fosse necessario effettuare un controllo sugli oggetti d'oro custoditi nella sua abitazione.
La giovane alla porta di casa
Poco dopo la telefonata, la truffa è entrata nella sua seconda fase.
Una giovane si è presentata direttamente alla porta dell'abitazione dell'anziana, fingendosi un'incaricata delle forze dell'ordine. Con il pretesto di effettuare i controlli richiesti telefonicamente, la ragazza è riuscita a farsi consegnare diversi monili.
Il valore complessivo dei preziosi è stato stimato in circa 15 mila euro.
Una volta ottenuti i gioielli, la giovane si è allontanata rapidamente dall'abitazione, portando con sé l'intera refurtiva.
L'anziana denuncia il raggiro nel pomeriggio
Soltanto nel corso del pomeriggio la donna si è resa conto di essere stata vittima di una truffa e si è rivolta alla stazione dei carabinieri di Pordenone per presentare denuncia.
Ai militari ha fornito una descrizione precisa della giovane che si era presentata a casa sua.
Le informazioni raccolte hanno consentito ai carabinieri di avviare immediatamente le indagini e di estendere le ricerche anche a livello nazionale, in collaborazione con la sala operativa della questura di Pordenone.
La svolta a Roma Termini
La svolta è arrivata poche ore dopo, a centinaia di chilometri da Pordenone.
Presso la stazione ferroviaria di Roma Termini, gli agenti della polizia ferroviaria hanno individuato una giovane che corrispondeva alla descrizione diramata dai carabinieri.
La ragazza è stata fermata e sottoposta a perquisizione.
Gli accertamenti hanno confermato i sospetti: con sé aveva ancora l'intera refurtiva, sottratta poche ore prima all'anziana pordenonese.
È una minorenne del 2008
La giovane fermata dagli agenti della Polfer è una minorenne, classe 2008.
Dopo il fermo è stata accompagnata in una struttura idonea della capitale. La vicenda sarà ora sottoposta all'attenzione della procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni, per i provvedimenti di competenza.
Ritrovata anche la fede del marito defunto
Il recupero dei preziosi ha avuto per l'anziana un significato che va ben oltre il valore economico della refurtiva.
Tra gli oggetti sottratti c'era infatti anche la fede nuziale del marito defunto.
La donna, dopo aver temuto di aver perso per sempre quel ricordo, ha potuto tirare un sospiro di sollievo quando ha saputo che i gioielli erano stati recuperati.
In poche ore, raccontano i Carabinieri, è passata dalle lacrime di sconforto a quelle di commossa gioia. La fede rappresentava per lei un legame affettivo dal valore inestimabile.
Il coordinamento tra carabinieri e polizia
La vicenda evidenzia anche il ruolo decisivo della collaborazione tra le diverse forze di polizia.
Lo scambio tempestivo delle informazioni tra i carabinieri della stazione di Pordenone, la sala operativa della questura e gli agenti della polizia ferroviaria di Roma Termini ha permesso di individuare la sospetta responsabile in tempi molto rapidi.
Un coordinamento che ha consentito di seguire le ricerche anche oltre i confini regionali e di recuperare la refurtiva nella stessa giornata.
L'appello: nessun controllo dei preziosi a domicilio
I carabinieri rinnovano l'invito, soprattutto alle persone anziane e a chi vive solo, a prestare la massima attenzione alle telefonate e alle visite a domicilio di persone che si qualificano come appartenenti alle forze dell'ordine.
Nessun carabiniere o agente di polizia chiede di consegnare denaro, gioielli o altri oggetti preziosi per effettuare verifiche a domicilio.
In caso di telefonate sospette, la raccomandazione è di interrompere immediatamente la conversazione e contattare il 112, senza fornire informazioni sui propri beni o consentire l'accesso all'abitazione.
La rapidità della denuncia può rivelarsi fondamentale, come dimostra proprio il caso della donna pordenonese: dalla truffa al recupero dei preziosi sono trascorse soltanto poche ore.
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