Trovato a Platischis il corpo del pilota precipitato col parapendio

TARCENTO. Non c’è l’ha fatta Paolo Antoniassi, il pilota di parapendio di cui si erano perse le tracce sabato pomeriggio, intorno alle 17, sopra il Monte Bernadia a Tarcento. L’uomo, poco dopo il decollo, era stato risucchiato da una nube che lo ha spinto ad alta quota facendogli perdere il controllo del velivolo. Quindi il parapendio si è schiantato in un bosco poco lontano da Platischis di Taipana, alcuni chilometri a nord-est del Bernadia.
Il corpo senza vita del 65enne del Trevigiano, molto esperto di volo, è stato ritrovato ieri mattina, dopo diverse ore di apprensione e di ricerche, in località Potjama, nel comune di Taipana, a qualche chilometro di distanza dal punto del decollo.
L’allarme. La ricerca di Paolo Antoniassi, nato a Trieste ma residente in Veneto, generale in congedo dell’aeronautica militare, era scattata sabato pomeriggio intorno alle 17, quando l’uomo è stato risucchiato da un cumulonembo durante un forte temporale che si è abbattuto sul comune di Tarcento e sul Monte Bernadia, luogo dal quale con alcuni amici era decollato. Una ventina di uomini del Soccorso alpino della Guadia di Finanza di Tolmezzo, del Cnsas di Gemona e dei carabinieri, avevano subito iniziato le ricerche che si erano protratte fino a notte fonda. Supporto era stato dato loro anche dai carabinieri della stazione di Tarcento. Poi con l’arrivo del buio, le ricerche sono state interrotte.
Ricerche dall’alba. Alle 7 di ieri mattina i soccorritori, con l’aiuto di volontari della protezione civile di Tarcento, Magnano in Riviera e della Valle del Torre, dei vigili del fuoco di Gemona e dei Carabinieri delle stazioni di Tarcento, Cividale e Taipana, hanno battuto l’intera area che circonda il comune di Tarcento, alla ricerca dell’uomo. L’obiettivo era individuare la vela rossa del parapendio, per questo un elicottero ha aiutato chi cercava il disperso dall’alto.
Campo base. Le operazioni sono state coordinate da Plan de Paluz, località di Tarcento, dove militari e soccorritori hanno creato un campo base per la gestione delle varie squadre e dei vari interventi. Oltre ai mezzi di soccorso, erano presenti anche le unità cinofile della Guardia di Finanza, per un totale di almeno 50 uomini coordinati dalla stazione di Tarcento.
Segnalazioni. Dopo diverse ore di ricerche sono giunte anche alcune prime segnalazioni da parte di residenti della zona che sembravano far presupporre a una più facile localizzazione dell’uomo e a un ritrovamento immediato, già dalle prime ore del mattino. Alcuni cittadini, infatti, hanno visto chiaramente il parapendio volare basso poco distante dal Bernadia, ad altri era sembrato addirittura udire delle grida di aiuto in zona Billerio, frazione del comune di Magnano in Riviera. Così facendo le squadre si sono divise setacciando attentamente le aree verdi presenti in ambedue le zone. Le ricerche hanno portato ad un certo punto gli uomini in via Gaspar a Tarcento, dove si era sperato nel ritrovamento dell’uomo: falso allarme, quanto era stato trovato era semplicemente un pallone sonda utilizzato solitamente per verificare le condizioni meteo.

Apprensione. Man mano che passava il tempo, le speranze di un lieto fine alla storia si affievolivano. Alcuni amici dello scomparso, presenti sul posto, avevano invitato anche attraverso il Messaggero Veneto, la popolazione della zona ad attivarsi per il ritrovamento della vela rosso del parapendio, preziosa traccia per la localizzazione di Paolo. Poi, quando erano da poco passate le 11, è arrivata la segnalazione giusta.
Un uomo originario di Platischis, notando qualcosa di anomalo nel bosco, ha allertato il 118.
Immediatamente i soccorritori sono arrivati sul posto è hanno trovato il corpo senza vita di Antoniassi. Ottenuta l’autorizzazione dal magistrato di turno in Procura a Udine la salma è stata trasportata a Tarcento, dove amici e parenti hanno potuto dare il loro ultimo saluto a Paolo.
Le cause della morte. Da una prima ricostruzione, la morte dell’uomo dovrebbe essere avvenuta per assideramento, complicata dalla probabile mancanza di ossigeno. Lo sbalzo fino ad altissima quota, provocato dal risucchio del maltempo, ha spinto ad altezze elevate l’ex militare, dove l’aria era gelida. Un volo fatale, dunque, da parte di un esperto pilota che ha voluto sfidare il maltempo. Troppo.
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