Troppi market a Udine Sud: in 250 firmano la protesta

La sottoscrizione è stata protocollata ieri in municipio da un gruppo di cittadini. «Nemmeno le future rotonde sulle vie Melegnano e Partidor sono necessarie»
Udine 13 Febbraio 2016 incrocio melegnano palmanova Petrussi Foto Turco Massimo
Udine 13 Febbraio 2016 incrocio melegnano palmanova Petrussi Foto Turco Massimo

UDINE. Troppi supermercati e, dunque, un ulteriore, inutile, consumo di suolo. Nemmeno le future rotonde che incroceranno viale Palmanova con le vie Melegnano e del Partidor sembrano così indispensabili, a detta di numerosi cittadini di Udine Sud che, uniti nella protesta, ieri mattina, hanno presentato a palazzo D’Aronco una raccolta firme con la quale chiedono alla giunta Honsell di rivalutare la tanto discussa delibera che ha dato il via libera all’ampliamento degli spazi commerciali dei supermercati Panorama di viale Venezia e Palmanova, dell’area ex Coca Cola e di Arcaplanet di viale Tricesimo, con la conseguente realizzazione di tre rotonde, due in viale Palmanova e una in via Cormôr Basso, in corrispondenza dell’ex concessionaria Alfa Romeo.

Più di 250 sottoscrizioni quelle raccolte dal gruppo MeetUp Udine Sud, che ha ricevuto l’appoggio dei consiglieri del Movimento 5 Stelle. Ieri, infatti, la delegazione in Comune era rappresentata da un paio di cittadini e dai consiglieri grillini Paolo Perozzo e Fleris Parente.

Firme che, sottolinea Barbara Trevisan, promotrice dell’iniziativa, se sommate a quelle di via Cormôr Basso, dov’è sorta un’analoga contestazione in merito all’aumento dei volumi del supermercato e soprattutto ai lavori per la realizzazione della rotatoria in progetto, raggiungono il migliaio, numero di fronte al quale l’amministrazione non può rimanere indifferente.

Oltre a chiedere di rimettere mano e fare un passo indietro sulla variante al piano di settore del commercio – ribadendo anche la frettolosità con la quale è stata licenziata, nonché la presenza della firma della sorella del sindaco sui progetti – i cittadini lamentano il fatto di non essere stati informati dal Comune in anticipo rispetto all’approvazione del documento.

Ennesima scelta calata dall’alto, dicono, e per questo chiedono per il futuro di «essere avvertiti preventivamente tramite adeguati strumenti d’informazione, in modo tale da sentirsi coinvolti prima che vengano approvate in Consiglio decisioni importanti senza alcun contraddittorio».

Tra gli altri punti sollevati dal Meetup Udine Sud, la difficoltà per i negozi di Cussignacco a sopravvivere alla continua invasione e feroce concorrenza dei grandi colossi della distribuzione. «L’apertura di eventuali nuovi centri commerciali è evidentemente in contrasto con le reali necessità del territorio e può comportare – si legge nel testo –, come già accaduto e ancora accade, la creazione di cubature destinate all’abbandono».

Tutto ciò alla luce «della profonda crisi del mercato interno che riduce drasticamente la possibilità di spesa media per nucleo familiare». Non ultima, secondo il gruppo di cittadini della periferia Sud, la questione ambientale: «l’ampliamento degli spazi commerciali compromette i paesaggi, il deflusso naturale e corretto delle acque e, in casi di abbandono degli edifici, genera decadenza sociale», oltre a non trovare riscontro con le attuali linee dettate proprio dalla giunta Honsell in materia di consumo del suolo zero».

«Honsell ha proprio l’altro ieri, commentando i risultati elettorali, sottolineato come il dato peggiore sia non tanto il calo del centrosinistra ma l’astensione degli elettori – ha osservato Perozzo –: per rimediare a questa non partecipazione è giunta l’ora, forse, d’iniziare a dare ascolto agli stessi cittadini, anche prima di avviare le progettazioni per importanti opere».

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