"Tronista" ed ex amico di Fabrizio Corona girava su auto di lusso, ma era nullatenente: condannato

Udinese di 33 anni condannato per non avere pagato imposte per oltre 183 mila euro su una Bentley e una Range Rover

UDINE. Sul suo conto si era favoleggiato molto, specie dopo l’apparizione come “pretendente” alla trasmissione televisiva “Uomini e donne” e l’amicizia con il fotografo Fabrizio Corona.

Fama e gossip, quindi, ma anche una gravosa coda giudiziaria che è costata a Fabio Frassinelli, 33 anni, di Udine, una condanna a sei mesi di reclusione (sospesa con la condizionale).

Era accusato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, per complessivi 183.850 euro, in relazione a due auto di lusso: una Bentley Continental Gt e una Range Rover 4.2 V8 sport, che «utilizzava in via esclusiva – così il pm Marco Panzeri –, grazie all’intestazione a prestanome». E cioè a un parente romeno e alla nonna ottantenne.

La sentenza è stata pronunciata dal giudice monocratico Roberto Pecile, che ha concesso all’imputato le circostanze attenuanti generiche. Il pm onorario Alessandra D’Aversa aveva chiesto che gli fosse inflitta la pena di due anni.

Il difensore, avvocato Francesco Paolantonio, di Roma, che nell’arringa aveva insistito tra l’altro sull’assenza di prova rispetto alla consapevolezza del proprio assistito dell’esistenza di un procedimento di riscossione a suo carico, aveva invece concluso per l’assoluzione «perchè il fatto non sussiste».

Condotta dalla Guardia di finanza di Udine, l’inchiesta era partita proprio da via Giusti, e cioè dal tratto di strada antistante la sede del Comando provinciale delle Fiamme gialle, dove un giorno Frassinelli, incurante degli stalli riservati ai finanzieri, aveva parcheggiato la Bentley.

Quell’infrazione, l’ennesima a fronte della settantina di contravvenzioni nel frattempo collezionate, aveva messo in moto la macchina investigativa.

Era così emerso che il trasgressore era persona «nullatenente» e che la Bentley e una Range Rover di cui pure godeva l’«esclusiva disponibilità», erano in realtà intestate a terze persone. Il che, in tesi accusatoria, «gli evitava di essere assogettato ad azioni esecutive da parte delle Entrate». Così per gli anni d’imposta 2007, 2008 e 2009.

«Leggeremo le motivazioni della sentenza – ha commentato l’avvocato Paolantonio –, ma la condanna, al minimo della pena, suona più come una sanzione morale per la vita sregolata ed eccentrica che il mio assistito conduceva anni fa.

Non si comprende come il tribunale abbia potuto giudicarlo un pesante evasore fiscale, in assenza totale di documentazione dell’Agenzia delle entrate in grado di comprovarlo. Senza contare che le auto, lui, le vendeva». Scontato, quindi, l’appello.

Ben altro epilogo aveva avuto nel 2008 il procedimento che, per colpa di Corona, lo aveva visto finire arrestato per un caso di banconote false spese in un distributore di benzina e fatte volare dal finestrino della Bentley del fotografo: risultato estraneo ai fatti, Frassinelli era stato assolto dal tribunale di Orvieto «per non aver commesso il fatto».
 

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto