Spacciandosi per finti ufficiali svaligiavano le case degli anziani a Trieste e Udine: sgominata la banda delle truffe
Operazione dei Carabinieri di Miramare dopo tre colpi da oltre 20 mila euro. L'uomo agiva su indicazione di una regia remota tramite messaggistica

Un insidioso e strutturato sistema criminale ideato per colpire le fasce più vulnerabili della popolazione è stato scoperto ed sgominato dai Carabinieri della Stazione di Miramare. Nella giornata dell'8 agosto 2026, con il supporto operativo dei militari del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore, le forze dell'ordine hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 54 anni, originario della provincia di Salerno. L'indagato è chiamato a rispondere del reato di truffa aggravata ai danni di persone anziane.
Il modus operandi: la finta regia e l'estorsione psicologica
Il provvedimento restrittivo rappresenta l'esito di una complessa e dettagliata attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste. La svolta decisiva nelle indagini è scaturita dall'analisi tecnica effettuata sui dispositivi informatici sequestrati all'indagato.
Dagli accertamenti è emerso che l'uomo agiva come vero e proprio "trasfertista": riceveva ogni giorno, tramite piattaforme di messaggistica istantanea, indicazioni dettagliate da parte di complici. Una cabina di regia esterna gli forniva indirizzi, nominativi e profili di pensionati selezionati, spesso soli o in condizioni di fragilità emotiva.
La messa in scena prevedeva che i truffatori si spacciassero per Carabinieri o funzionari degli Uffici Giudiziari, prospettando alle vittime fittizi procedimenti legali o indagini a loro carico. Tramite una forte pressione psicologica, le vittime venivano indotte a consegnare denaro e oggetti di valore nel tentativo di risolvere l'inesistente contenzioso.
Almeno tre colpi tra Udine e Trieste per oltre 20 mila euro
Gli elementi raccolti dagli investigatori hanno consentito di addebitare all'indagato la responsabilità diretta in almeno tre episodi distinti, perpetrati con modalità seriali tra i territori provinciali di Trieste e Udine. Il valore complessivo del maltolto tra contanti e oggetti preziosi supera i 20.000 euro.
Sulla base delle prove presentate dalla Procura, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trieste ha emesso la misura della custodia cautelare in carcere. L'Arma dei Carabinieri prosegue nel frattempo le attività di prevenzione sul territorio, organizzando incontri informativi a tutela delle fasce più deboli.
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