Treni via da Udine, l’Austria si oppone

Udine, comitato e candidati a confronto. Honsell: manca l’ok di una ditta, slitta lo stop dei merci notturni. Ioan: non ci sono fondi
Udine 14 Aprile 2013. Dibattito con i candidati ab sindaco di Udine in sala Ajace. Telefoto Petrussi Foto Press
Udine 14 Aprile 2013. Dibattito con i candidati ab sindaco di Udine in sala Ajace. Telefoto Petrussi Foto Press

UDINE. L’Austria blocca il previsto trasferimento dei treni merci notturni all’esterno di Udine. Da aprile sette convogli notturni avrebbero dovuto uscire dalla città. Invece, a seguito della contrarietà di un operatore austriaco, il trasferimento dovrà attendere qualche mese. A comunicarlo è stato il sindaco uscente, Furio Honsell, durante il dibattito con i sei aspiranti primi cittadini, organizzato, ieri, dal Comitato anti treno in sala Aiace. Tutti i candidati hanno riconosciuto che il problema esiste e per questo si sono impegnati, nel limite del possibile, a risolverlo.

Al comitato, ha sottolineato il portavoce Gino Stefanutti, interessa sapere come e in quali tempi i sei candidati sindaco intendono dismettere la tratta e i passaggi a livello che rendono la vita davvero difficile a migliaia di residenti. Honsell ha ricordato che la sua amministrazione ha impedito alle Ferrovie di procedere con l’interramento della tratta esistente. «Siamo riusciti a convincerli che questo non era un progetto sensato» ha spiegato il primo cittadino soffermandosi sulla questione dell’operatore austriaco che ora impedisce il trasferimento dei convogli notturni.

«Ho ricevute garanzie dalle Fs - ha aggiunto - che alla scadenza del contratto imporranno anche a questa compagnia l’instradamento via Cervignano». L’operato del sindaco è stato criticato dal candidato del Blocco civico, Flavio Cavinato, secondo il quale Honsell avrebbe dovuto «verificare la portata massima dei carichi» e da Carletto Rizzi (Udine futura) convinto che il sindaco «possa bloccare i treni con un’ordinanza ed evitare il rischio che anche Udine si trasformi in una Viareggio».

E se Antonio Miclavez si è impegnato a dare dignità al Comitato di protesta, Paolo Perozzo (Movimento 5 Stelle) ha riconosciuto che di fronte all’ostilità delle Ferrovie serve una forza politica non solo da parte del Comune, ma anche della Regione. Adriano Ioan (centrodestra), invece, leggendo la missiva inviata dall’amministratore di Rfi all’europarlamentare Antonio Cancian, ha riferito che il progetto che prevede il trasferimento dei treni, compresi i merci, non è finanziato. Tutti hanno ammesso di trovarsi di fronte a una situazione tutt’altro che facile, ma la gente non molla.

Al suo fianco anche l’architetto Giorgio Dri, il quale ha presentato un’ipotesi di collegamento ferroviario esterno alla città precisando che fin dal 1958 il Comune di Udine sta cercando di liberare la zona est dalla linea ferroviaria. «All’epoca - ha riferito Dri - è stato il Consiglio superiore dei lavori pubblici a imporre al Comune di accogliere l’opposizione delle Ferrovie dello Stato al trasferimento della tratta fuori dalla città».

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