Tradizione pluricentenaria l’apprezzò anche il Nievo

La storia. Il  2 Novembre – si legge in un documento diffuso in questi giorni dall’amministrazione comunale – giorno dedicato ovunque al ricordo dei morti, rappresenta l’origine della Fiera dei Santi di Rivignano. 

RIVIGNANO. Il 2 Novembre – si legge in un documento diffuso in questi giorni dall’amministrazione comunale – giorno dedicato ovunque al ricordo dei morti, rappresenta l’origine della Fiera dei Santi di Rivignano (ricordata anche dal Nievo), dal momento che in questo paese, storicamente, alla tristezza e al silenzio si sostituisce una grande festa, con balli, musiche e un grande mercato che riempie le strade del paese costituendo, quindi, una peculiarità a livello nazionale.

A Rivignano questo giorno è da secoli un giorno di festa. Grazie a recenti indagini, infatti, si è scoperto che la giornata è storicamente dedicata al mercato del bestiame il cui inizio risale, presumibilmente, alla fine del XV secolo. All’alba di tal giorno il proprietario del fondo su cui avveniva il mercato apriva i cancelli e presto il “brolo” veniva invaso per tutto il giorno da animali e persone. Questa tradizione è rimasta immutata negli anni, le persone hanno continuato a recarsi al mercato per comprare non solo bovini o animali da cortile ma anche stoffe, vestiti o particolari generi alimentari.

Era un momento d’incontro per la comunità del paese ma anche per quelle delle zone limitrofe, in considerazione del fatto che la giornata continuava fino a notte inoltrata. Una volta chiusi i cancelli del mercato, infatti, si aprivano quelli in legno del cosiddetto “brear”, ovvero il tavolato per il ballo posto nella piazza principale sul quale si svolgevano le danze che coinvolgevano i ragazzi del paese, offrendo loro un momento unico per conoscersi e socializzare. Oggi il mercato, adeguandosi ai mutamenti della società, è aperto a qualsiasi tipo di commercio permettendo così alla fiera di essere sempre florida e coinvolgente. Tuttavia, precisa ancora il Comune di Rivignano, sarebbe un compito assai arduo stabilire quante siano state finora le edizioni della “Fiera dei Santi” di Rivignano.

Un manifesto recentemente rispolverato e pubblicato sul libro “Rivignano. Un sècul di vite”, documenta l’evento nel lontano 1914, riportando, altresì, la dicitura “L’antica annuale...”, e facendo quindi pensare ad ancora più antiche origini. Antichissime origini confermate da una controversia dell’Ottocento (sentenza n. 896 del 6 marzo 1886 con cui il Tribunale di Udine in grado di appello confermava la sentenza n. 68 del 31 ottobre 1885 del Pretore di Latisana): si tratta di una causa civile tra il Comune di Rivignano e la famiglia ebraica dei Vivante, proprietari del “brolo” in cui si teneva il 2 novembre a Rivignano da epoca ultrasecolare la Fiera dei santi. In tali sentenze appunto la Fiera che si svolgeva nel giorno dei morti viene più volte definita “ultrasecolare” e addirittura allora venne prodotto in causa un atto di notorietà “che in epoca immemorabile il Comune di Rivignano tenne sempre la Fiera annuale dei santi nel brolo aderente alla piazza pubblica del paese che un tempo era della nobile famiglia Savorgnan ora Vivante”. Impossibile stabilire con esattezza l’anno di origine, ma certamente si tratta di una Fiera antichissima. (d.pe.)

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