Tra le note anche un Pinocchio all’ingresso del teatro di Udine

UDINE. Un pinocchio gigante accoglierà questo pomeriggio, alle 17, al teatro nuovo Giovanni da Udine, gli invitati al concerto di Natale offerto, gratuitamente, dai 40 musicisti dell’Orchestra sinfonica del Friuli rimasti senza lavoro.
Saranno proprio loro a posizionare il burattino all’esterno del teatrone in segno di protesta contro la Regione rea di aver sanato con 14 milioni di euro solo le criticità di bilancio del teatro Verdi di Trieste, e di non aver voluto affrontare la situazione dell’Orchestra sinfonica regionale chiusa nel 2009 quando i musicisti avevano maturato i requisiti per l’assunzione a tempo indeterminato.
Quegli stessi musicisti, oggi, sono senza contratto e per questo anche dal palco del teatrone richiameranno i politici agli impegni assunti in campagna elettorale quando tutti promettevano un futuro diverso agli orchestrali.
Il concerto di Natale, diventato un appuntamento tradizionale in città, quest’anno si trasforma in un momento di denuncia delle difficoltà a cui vanno incontro i 40 musicisti: «Pur garantendo lo stile classico del concerto ci rivolgeremo agli spettatori, che non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto, con un intervento di sensibilizzazione; vogliamo richiamare le persone elette ai loro impegni politici» spiegano il presidente dell’associazione I Sinfonici, Enrico Cossio, e Dario Braidotti, puntando gli accenti soprattutto contro la governatrice del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, dalla quale, in campagna elettorale, avevano ricevuto rassicurazioni sul cambio di passo. Invece, rispetto al 2009, cambia solo la scatola dove sarà sistemata l’orchestra.
Se quattro anni fa, infatti, la Regione governata dal centrodestra, a fronte di un finanziamento pari a 800 mila euro l’anno, affidò l’Orchestra alla fondazione Luigi Bon di Colugna assicurando agli orchestrali l’assunzione a tempo indeterminato alla fine della sperimentazione triennale, nei mesi scorsi la stessa fondazione si è fatta da parte perché non era in grado di assumere nuovo personale. Lo stesso ha fatto la fondazione Teatro Giovanni da Udine mettendo comunque a disposizione degli orchestrali la sede per le prove. A quel punto la Regione ha deciso di allacciare il futuro degli orchestrali all’Associazione musica di Staranzano, alla quale ha destinato il finanziamento di 800 mila euro prima previsto per il teatro di Udine.
«Con il pinocchio gigante che sistemeremo all’entrata del teatrone chiameremo la governatrice a rispondere in prima persona» insistono Cossio e Braidotti nell’assicurare di non aver avuto ancora alcun contatto con l’associazione di Staranzano. La rabbia però non ha impedito ai musicisti di regalare il concerto di Natale alla città visto che l’evento rientrava nel programma dell’Orchestra Mitteleuropea (così era stata denominata dopo la chiusura della Sinfonica) ora venuta meno. «Ci siamo arrabbiati non perché in un pomeriggio sono stati trovati 14 milioni per il Verdi, ma perché anche Udine sembra non volerci. Un teatro che dice “no, grazie” non va bene».
Convinti che si tratti di un problema politico, i musicisti invitano gli amministratori locali e regionali a ripartire dal 2009 per riprendere in mano un progetto che non è in contraddizione con il Verdi: «Noi lavoriamo sul territorio, copriamo spazi che il Verdi non copre». E così oggi, in teatro, i protagonisti saranno i professori d’orchestra che si esibiranno senza direttore. L’ingresso è libero.
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