Torviscosa, riparte il polo chimico nell’area ex Caffaro

Firmato il rogito di acquisto da parte di Halo Industry Il nuovo impianto produrrà cloro soda, costo di 40 milioni
ANTEPRIMA Torviscosa 24-02-2010 visita alla caffaro
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TORVISCOSA. Con la firma del rogito di acquisto, da parte di Halo Industry, della macroarea 7, a Torviscosa l'industria torna ad investire segnando definitivamente una svolta sul rilancio del polo chimico friulano.

La firma è avvenuta davanti al notaio Laura Rigonat, presenti l’ad di Halo Industry, Antonio Todisco, e il commissario straordinario di Caffaro, Marco Cappelletto.

Su quest’area di 112.000 metri quadri sorgerà il nuovo impianto per la produzione del cloro soda (costo 40 milioni di euro) che impiegherà la tecnologia delle celle a membrana. Se l’iter autorizzativo andrà a buon fine, i lavori dovrebbero iniziare ad ottobre e i cantieri dovrebbero durare 30 mesi, con avvio della produzione a inizio 2016.

Come ha sottolineato il commissario straordinario, Marco Cappelletto, questo investimento permetterà non solo di consolidare le attività, e quindi l’occupazione, all’interno del sito (Caffaro Industrie e Bracco), ma anche di attratte nuove iniziative, facendo di Torviscosa un polo europeo nel settore chimico. Un risultato a cui si è giunti grazie a un’azione di legalità e trasparenza e all'impegno di tutti i soggetti coinvolti, dalla Regione alle amministrazioni locali, dai sindacati al ministero dell'Ambiente.

«Con il passo fatto - afferma Augusto Salvador della Femca-Cisl- si concretizzano tutte le aspettative. Per noi è sicuramente positivo che oggi si parta con la fase di rilancio. Sarebbe importante che in questo contesto si pensasse a una fiscalità di vantaggio, leva utilissima per assottigliare il gap energetico e, lenendo il carico fiscale, rendere più competitivo investire. Ovviamente si dovranno privileggiare progetti di area europea: lo Stato non ha risorse per cui si deve pensare in una logica extra nazionale. La chimica qui può essere supportata da innovazione e ricerca, con Serichim: per avere futuro si deve fare ricerca e brevetti. A ciò si devono aggiungere certificazioni ad alto livello (Emas, Emas 2, ect.) per rendere il sito più appetibile a futuri insediamenti. Un plauso va fatto al commissario Cappelletto che gradino dopo gradino sta uscendo dall'emergenza e rilanciando il sito. Auspico che la Regione continui a fare la propria parte».

«Dopo lunghi mesi di attesa - afferma Antonino Mauro della Uiltec-Uil - per l’area 7 libera da vincolo ambientale dal settembre 2011, ieri la firma del rogito di acquisto. Mi auguro, del resto penso tutti, che si lavori, e questo e un impegno che si devono assumere le tre aziende che hanno sposato questo progetto: Caffaro Industrie, Spin Bracco, Friulia, per attirare attività industriali del settore chimico e non solo, che possano fare da volano nel sito e di conseguenza incrementare l’occupazione, visto che molte professionalità sono sotto la tutela della procedura Prodi–bis (71 lavoratori in cig in deroga). Spero che questo sia uno degli ultimi tasselli della tormentata vicenda Caffaro: sono quasi cinque anni che il territorio della Bassa e Torviscosa soffre per questa vicenda».

Giovanni Comparone della Filcem-Cgil evidenzia come «questo sia un tassello per rilanciare Torviscosa. Si sta delineando un percorso e prospettive che mettono una pietra sopra il castello che si sta costruendo. Questo è un polo a livello non solo italiano, ma europeo, e da qui passa il rilancio economico e industriale a livello internazionale».

Francesca Artico

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