Torna la lince, la Forestale spiega il piano
TOLMEZZO. Il progetto di rilascio di tre linci nel Tarvisiano è ancora in fase di elaborazione e lontano dalla fase operativa, quella del rilascio degli animali, prevedendo ancora, secondo una precisa tempistica e successione, diversi passaggi di coinvolgimento e informazione dei soggetti interessati dall’intervento, con attenzione anche ai timori di allevatori e cacciatori. É il comandante del Corpo forestale dello Stato per il Triveneto, Daniele Zovi, a spiegare che il progetto, partito nel 2012 dalla Regione assieme al Corpo forestale dello Stato, prevede varie fasi, alcune ancora in corso o da compiere. La Svizzera, dove le linci sono numerose, fornirà esemplari femmine per rafforzare la presenza della lince in Fvg poiché qui, sottolinea Zovi, la lince è a forte rischio di estinzione e l’uomo moderno deve cercare di riappacificarsi con la natura. La Svizzera è il paese donatore delle linci e cofinanziatore del progetto che, fa notare Zovi, ha superato ad esempio il vaglio dell’Ispra, la massima istituzione scientifica nazionale a livello ambientale (che plaude al progetto, osservando che la lince in Italia non presenta alcuna popolazione riproduttiva) e della Cites, commissione scientifica internazionale che si occupa di animali in via di estinzione. Il progetto ha ottenuto anche l’ok di Regione Veneto, Province autonome di Trento e Bolzano, Carinzia e Slovenia. Hanno partecipato al progetto specialisti del settore e per il Progetto Lince Italia «Paolo Molinari che è - sottolinea Zovi - uno dei massimi esperti di linci in Europa. Come Corpo forestale abbiamo ritenuto di appoggiare il progetto stando al fianco della Regione. Ci sono state molte consultazioni capillari già un anno fa nel Tarvisiano per informare la popolazione e le riserve di caccia della zona», poi toccherà man mano ad altre zone interessate. «Quindi - dice - non abbiamo agito di nascosto, ma stiamo agendo per gradi. Di linci in Fvg ce ne sono pochissime»: 4 quelle certe, di cui 2 nel Tarvisiano e 2 nel resto del Fvg e di sicuro, secondo il progetto, sono in tutto meno di 10, tutte maschi. Da qui è partito il progetto che prevede, spiega Zovi, il rilascio di 3 linci, 2 femmine e 1 maschio, e il loro trasporto dalla Svizzera a Tarvisio. Il Corpo Forestale, spiega, realizzerà un recinto di acclimatazione nel Tarvisiano e ciò anche per attrarre maschi in zona. Le linci saranno liberate nella primavera successiva. Per Zovi cacciatori e allevatori non devono temere perché sul territorio sono in continuo aumento caprioli, cervi, camosci ed è stata valutata attentamente anche la convivenza tra linci, orsi e lupi (che peraltro vissero per millenni assieme) e la lince se c’è la preda selvatica, come in questo caso, non attacca pecore e capre».
Tanja Ariis
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