Test a luglio, i presidi critici: un errore

UDINE. Il Miur anticipa i test d’ammissione alle facoltà a numero chiuso? Studenti e presidi insorgono. Troppi pochi giorni tra la fine degli esami di Stato e le prove d’accesso, un lasso di tempo destinato peraltro a diminuire ancora nel 2014. Insomma, la presa di posizione del ministero arrivata in zona Cesarini non piace a nessuno.
«Purtroppo qualche disagio sarà inevitabile – ammette il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Daniela Beltrame –, ma l’intento del ministro Francesco Profumo è favorire l’espletamento dei test. Anticipare le date delle prove significa sì creare alcuni disagi, ma anche consentire ai ragazzi non ammessi una scelta più ponderata per il proprio futuro. È un tentativo per evitare la dispersione universitaria».
Ma il margine ritagliato dal ministero dell’Istruzione supera i due mesi. Se fino all’anno scorso i test di ammissione erano a settembre, ora per la facoltà di Medicina la data da cerchiare sul calendario è il 23 luglio. Veterinaria il 24 luglio, Architettura il 25 luglio e le Professioni sanitarie (il piano “b” per molti ragazzi respinti a Medicina) il 4 settembre. Un calendario che fa a pugni con la realtà, perché insegnanti e studenti sanno bene che le prove della maturità non si concluderanno prima della metà di luglio. Ed ecco il primo dei problemi.
«Non è tanto una questione di vacanze, quanto di risorse mentali per svolgere le prove – afferma il dirigente del liceo scientifico Marinelli, Stefano Stefanel –. Le date scelte dal ministero si incastrano con la maturità: è difficile che uno studente in un momento così caldo della vita possa aprirsi su diversi fronti. È una soluzione che mette in difficoltà sia le scuole sia i ragazzi.
La tempistica lascia a desiderare: sono scelte da prendere all’inizio dell’anno». Anche perché le scuole superiori, d’estate, organizzano corsi propedeutici alle prove d’ingresso. «Non resta che anticipare la formazione in parte a luglio e in parte a fine agosto – dice la dirigente dell’Isis Malignani, Ester Iannis –. È senza dubbio problematico, perché se un’attività intensiva ha il vantaggio di condensare i nuclei di contenuti affrontati, dall’altra si riducono gli spazi per l’approfondimento e la riflessione. Anticipare non è una cosa semplice e in più le date s’incroceranno con i corsi di matematica già organizzati da Provincia e università». Nè esiste margine sullo svolgimento delle prove di maturità.
«I tempi dell’esame sono determinati da un’ordinanza ministeriale che stabilisce i tempi delle correzioni – continua Iannis –, i giorni che devono intercorrere tra la pubblicazione degli esiti degli scritti e il via agli orali e molto altro. Insomma, quest’anno si andrà di corsa».
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