Tesini: il governo rifinanzi la sanità Fvg

Il presidente rinnova le richieste al ministro: ricalcolo per la nostra regione
UDINE. Allargare la base imponibile ai redditi delle pensioni su cui applicare la compartecipazione ai tributi, ma anche riaprire il confronto sui finanziamenti alla sanità «dato che è ampiamente noto come la nostra regione non abbia beneficiato di un calcolo adeguato dei costi nel momento in cui, nel '95, è uscita dal Servizio sanitario nazionale». A rilanciare il dialogo col Governo, nel giorno della visita del ministro degli Affari regionali Linda Lanzillotta, è il presidente del Consiglio, Alessandro Tesini, che oggi presiederà le assise allargate ai componenti della commissione Paritetica Stato-regione. Oggi infatti, si chiuderà la fase delle norme di attuazione dello statuto per fare spazio a quella, molto delicata, del confronto sul trasferimento diretto della compartecipazione erariale, della fiscalità ordinaria, contemplata nell'articolo 49 dello statuto speciale. E se sul rialzo di un 1,1 punti dell'Iva (con il passaggio dagli 8 ai 9,1 decimi) per il trasferimento delle competenze in viabilità e trasporti è un decreto legge la questione finanziaria apre nuovi fronti nel confronto tra lo Stato e il Fvg. «Proponiamo l'ampliamento della base imponibile per ricomprendere anche i redditi derivanti da pensioni da lavoro», ricorda il presidente del consiglio. «Chiediamo che le pensioni siano considerate come un qualsiasi reddito sul quale è possibile avere la compartecipazione.


Anche se ci rendiamo conto che per lo Stato questa operazione non è a costo zero e che si sta ancora lavorando a una quantificazione. Però questi aspetti sono contenuti nel protocollo d'intesa Illy-Prodi». L'impressione è che «il chiarimento ci sarà con il ministro Padoa Schioppa, forse addirittura con il presidente Prodi», ha detto ieri il governatore del Fvg, Riccardo Illy. «Peraltro - ha ribadito - nel protocollo d'intesa c'è già l'indicazione che si deve risolvere questo punto. Si tratta di negoziare per arrivare a una conclusione». E in ambienti vicini al ministro Lanzillotta ieri si dava una lettura molto chiara: un tema di questa delicatezza forse va risolto non da solo, ma al tavolo del federalismo fiscale allestito dal Governo. Ma il presidente del Consiglio Tesini individua nel confronto con Roma anche «un problema generale di prospettiva, un problema di metodo e di sostanza perché, come noto, il Governo sta lavorando celermente all'approvazione della legge delega in materia di federalismo fiscale». Sono al lavoro il ministro Padoa Schioppa con la stessa Lanzillotta «e si prevede che l'atto sarà definito entro un mese circa. Va detto a voce alta e chiara che è proprio grazie al ruolo del Friuli Vg, del presidente Illy e dell'assessore Del Piero, se le regioni a statuto speciale non stanno piú sull'Aventino, posizione velleitaria e sconveniente perché questo significherebbe lasciare il Governo e le regioni ordinarie a decidere anche per noi sapendo, per ragioni fondate o meno, qual è la posizione delle regioni ordinarie sullo status delle speciali, che non è certo di privilegio, ma dà piú competenze e una copertura finanziaria corrispondente».


Perché «proprio stando dentro a questa discussione - ricorda Tesini, che ha avuto una parte non secondaria nel sollecitare le giuste iniziative - è prevalsa la posizione del Fvg tra le regioni speciali, per cui oggi noi partecipiamo al Tavolo di lavoro Stato-Regioni che sta discutendo col Governo la legge delega sul federalismo fiscale. Abbiamo cioè ottenuto che lo status finanziario delle speciali non cambi, come invece si temeva, ma avvenga con norme di attuazione dello statuto». Questo dunque lo scenario nel quale si inquadra la visita del ministro per gli Affari regionali, Linda Lanzillotta: nel segno di un confronto franco e su un piano di riconosciuta, piena pari dignità tra la Regione speciale e il Governo.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto