Terza corsia della A4, via libera al primo tratto

Di Pietro dà l'ok anche alla progettazione dell'ultimo (Gonars-Villesse) e al nuovo piano finanziario
UDINE.
«Bene»: è la risposta che l'assessore regionale ai trasporti Lodovico Sonego dà quando gli si chiede com'è andato il vertice romano sulla A4 ovvero sulla sua trasformazione in autostrada a tre corsie. Effettivamente, è stato portato a casa il risultato del via libera al primo tratto della terza corsia e alla progettazione di quello finale (ma non del pezzo da San Donà a Gonars), oltreché il sì al nuovo piano finanziario.


Ma a leggere bene il comunicato emesso alla fine qualche dubbio sulla positività totale dell'incontro tra il ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro e il presidente dell'Anas Pietro Ciucci da una parte e la delegazione regionale dall'altra c'è. A Roma a rappresentare le istanze del Friuli Venezia Giulia sono andati il presidente della Giunta Riccardo Illy, il già menzionato Sonego, il presidente di Autovie Venete Giorgio Santuz, l'amministratore delegato Pietro Enrico Del Fabbro e il direttore operativo Riccardo Riccardi.

Vediamo intanto cosa dice il comunicato. «Incontro positivo che costituisce un ulteriore passo avanti della terza corsia. È questo il primo commento dell'assessore regionale Lodovico Sonego dopo la riunione con il ministro Antonio Di Pietro. Il presidente Riccardo Illy ha nuovamente sottolineato - si legge nel comunicato - la indifferibile necessità di realizzare tempestivamente tutta la terza corsia poiché l'attuale A4 sta scoppiando e il numero degli incidenti cresce. Illy ha anche sollecitato una rapida approvazione del nuovo piano finanziario di Autovie Venete includendovi tutti i ricavi necessari alla realizzazione delle infrastrutture programmate dalla concessionaria. Il presidente ha anche chiesto - scrive la nota emessa al termine del vertice - la nomina delle commissioni giudicatrici indispensabili a fare in modo che le gare per la assegnazione delle progettazioni definitive della Quarto d'Altino - San Donà possano giungere a compimento. Il ministro Di Pietro ha dato - annuncia il comunicato - il via libero per la terza corsia da Quarto D'Altino a San Donà impegnandosi per una immediata nomina delle commissioni di gara; ha inoltre dato il via libera alla progettazione della Villesse - Gonars. Il ministro ha anche dato disposizione per la più rapida predisposizione e approvazione del nuovo piano finanziario indicando che debba essere organizzato come se l'entrata in esercizio del passante di Mestre non dovesse provocare conseguenze sui ricavi di Autovie con l'impegno - conclude la nota - di verificare, a passante in esercizio, eventuali minori ricavi e la necessità di compensarli».


Balza subito agli occhi che non si fa menzione del tratto tra San Donà e Gonars. Un silenzio pesante: è il tratto su cui insiste il problema dell'armonizzazione dei lavori con le opere della linea ferroviaria alta velocità - alta capacità. Par di capire che l'armonizzazione - prescritta dal Cipe - persista con le conseguenze note, ovvero: una previsione di allungamento dei lavori (nel vertice con l'Anas di due settimane fa che aveva sancito l'accordo per il primo tratto della terza corsia era stato detto che «posticiperebbe di una decina d'anni l'esecuzione delle opere autostradali, il che sarebbe ovviamente inaccettabile») e un maggior onere quantificato in 300 milioni di euro che non si sa chi sborserà. Resta poi da capire come si tradurranno concretamente le indicazioni di Di Pietro sulla predisposizione del nuovo piano finanziario segnatamente nella parte riguardante le conseguenze del passante di Mestre: com'è noto l'esclusione di Autovie dalla gestione comporterà - è stato detto finora - a mancati ricavi e quindi a meno risorse disponibili per la società concessionaria della A4 per investimenti. Insomma, si parte con i lavori per la terza corsia, ma sulla sua realizzazione totale non v'è certezza.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto