Terremoto in Friuli nella notte: scossa di magnitudo 3,4 tra Gemona e Amaro

Il sisma è stato registrato alle 00.19 del 27 agosto a 14 chilometri di profondità. Attivato immediatamente il sistema regionale di protezione civile: nessuna segnalazione di danni, verifiche sul territorio attraverso i volontari

Alessandro Cesare

Sono trascorsi cinquant’anni dal devastante sisma del 1976 ma per chi c’era, anche una scossa come quella registrata dai sismografi nella notte tra mercoledì e giovedì, è bastata a far tornare il cuore in gola. Anche per chi un terremoto non l’ha mai sentito, quel boato sordo che anticipa il tremore è in grado di raggelare il sangue, facendo emergere tutta l’impotenza dell’essere umano nei confronti di Madre natura.

La scossa rilevata diciannove minuti dopo la mezzanotte ha avuto una magnitudo di 3.4 della Scala Richter, con epicentro che è stato localizzato dagli esperti dell’Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica sperimentale, tra i comuni di Venzone, Gemona e Amaro, a 14 chilometri di profondità, sul monte San Simeone. Una localizzazione molto simile a quella del 1976, anche se all’epoca, l’Orcolat, ebbe un’intensità di 6,5 sulla Scala Richter.

La reazione

Il sistema regionale di Protezione civile si è attivato immediatamente dopo la scossa. Al 112 e alla Sala operativa di Palmanova sono arrivate alcune richieste di informazioni dai cittadini, ma non sono state segnalate persone ferite né danni a edifici o cose. L’arrivo della luce del giorno, qualche ora più tardi, ha confermato che la scossa non ha provocato danni.

Anche ai vigili del fuoco non sono giunte segnalazioni di criticità. Chi abita nei dintorni dell’epicentro però, e quindi alle porte della Carnia e della Pedemontana, ha avvertito chiaramente la scossa. C’è chi era appena andato a dormire ed è stato svegliato di soprassalto, chi era ancora sveglio e ha vissuto l’intero evento sismico. La preoccupazione è durata il tempo di capire cosa stesse accadendo, dando un’occhiata al tam tam creatosi sui social network prima di rimettersi a dormire.

«I volontari dei gruppi comunali di Protezione civile», ha informato il direttore della Pc Fvg, Amedeo Aristei, «hanno compilato le schede di risentimento sismico per fornire un rapido quadro degli effetti sul territorio, dando vita a una mappa che ha riassunto gli esiti della ricognizione. Tale attività dei volontari», ha chiarito Aristei, «permette alla Protezione civile e all’Ogs di comprendere meglio la risposta del territorio al fenomeno sismico. Capire come il territorio e le persone reagiscono dà modo di essere più preparati in caso di un terremoto maggiormente energetico».

I commenti

I sindaci dei comuni risultati epicentro della scossa hanno manifestato una certa tranquillità rispetto all’evento, sottolineando la valenza degli interventi strutturali adottati dopo il sisma del 1976 per la sicurezza del territorio. Il primo cittadino di Venzone, Mauro Valent, ha detto: «Abbiamo sentito la scossa, ma con le abitazioni di cui disponiamo, antisismiche, non c’è motivo di avere paura per questa intensità. Sotto una soglia del 4 sulla Scala Richter credo che in pochi si siano allarmati, e in effetti non si sono registrati problemi nel nostro comune. Personalmente ho avvertito il boato e poi la scossa. Questo però non ha influito sulla qualità del sonno».

Il sindaco di Amaro, Cristiana Mainardis, ha aggiunto: «La scossa è stata avvertita molto bene, alcuni paesani si sono allarmati, ma non sono pervenute segnalazioni di danni». È intervenuto anche il primo cittadino di Gemona, Roberto Revelant: «Il sisma è stato breve ma si è fatto sentire. Ho avvertito il boato e qualche secondo dopo il tremore. Questo ci fa ricordare che siamo in una zona altamente sismica e che i terremoti possono sempre ripresentarsi. Da amministratore», ha evidenziato Revelant, «restiamo convinti che il percorso di messa in sicurezza sismica degli edifici privati e pubblici sia stato doveroso e debba proseguire anche nei prossimi anni».

Sciame sismico

La scossa rilevata nelle prime ore di giovedì non è stata l’unica che i sismografi hanno registrato negli ultimi giorni. A metterlo in evidenza sono stati i ricercatori dell’Ogs, i quali hanno reso noto che solo «nell’ultimo mese è stata avvertita qualche decina di piccoli terremoti, nell’ultimo anno qualche centinaia».

Solo nell’ultima settimana i terremoti segnalati in Friuli sono stati sei, il più forte dei quali ha avuto un’intensità di 3.2 sulla Scala Richter. Per quanto riguarda la localizzazione, si è andati da Tolmezzo a Gemona fino alla fascia confinaria con la Slovenia.

Nell’ultimo mese, invece, come hanno reso noto sempre i tecnici dell’Ogs, le scosse sono state 23, con l’epicentro che è rimasto contenuto in un’area di circa trenta chilometri. Una porzione di territorio che in 365 giorni ha fatto rilevare 434 terremoti, il più energetico dei quali ha avuto una magnitudo di 3.8 sulla Scala Richter. Ecco perché la scossa dell’altra notte è destinata a non restare un’eccezione. Il timore per le scosse continuerà ad accompagnare gli abitanti del Friuli, insieme però alla consapevolezza che la sicurezza degli edifici è notevolmente aumentata rispetto a mezzo secolo fa.

 

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto