Terremoto ai vertici Coopca, si dimette il direttore

UDINE. Serviranno dieci giorni ai giudici del tribunale di Udine per esaminare il piano di salvataggio di CoopCa e decidere se basterà per ammetterla al concordato ed evitare il fallimento. Intanto, dentro e fuori la coop regna il caos. Il direttore generale, Mauro Veritti, ha rassegnato le dimissioni. La lettera era nell’aria da tempo, ma è arrivata solo qualche giorno fa sul tavolo del cda. Che parla di «atto dovuto», ma sulle motivazioni del gesto le bocche sono cucite.
Soprattutto sulla cifra della liquidazione o dell’esodo incentivato, riconosciuta al dirigente in uscita. Si parla, comunque, di diverse decine di migliaia di euro. Quanto basta per mandare su tutte le furie la segretaria regionale della Cgil Filcams, Susanna Pellegrini. «È un fatto che, se confermato, grida vergogna».
I riflettori sono tutti puntati sul documento da 66 pagine contenente due proposte ferme più 170 pagimne del professionista che ne ha attestato la congruità, e su quella, non ancora formalizzata, in arrivo dal mondo delle cooperative. Le prime due prevedono l’acquisto di tre punti vendita in Veneto e di cinque in Friuli, mentre la terza punterebbe a salvare 13 negozi.
Su un totale, comunque, di 40 supermercati. Pellegrini, infatti, punta il dito su un piano «poverissimo» e sul «silenzio assordante di Lega Coop», mentre per venerdì è già in agenda un confronto urgente tra Regione, CoopCa e rappresentanze dei lavoratori. Dalla presidente, Debora Serarcchiani, arriva cautela: «La fase è estremamente delicata, per le conseguenze che potrebbero toccare lavoratori, famiglie e sistema economico-produttivo del territorio. Nell’ambito delle sue competenze la Regione ha operato fin qui collaborando con tutti gli organi competenti incluso il tribunale».
Per il governatore «i giudici stanno valutando una situazione molto complessa e, soprattutto in questo passaggio, il loro lavoro deve potersi svolgere nella massima serenità e autonomia. Ovviamente, l’auspicio è che gli elementi a disposizione dei giudici consentano di andare nella direzione del massimo contenimento dei disagi». Calma che stride, però, con la rabbia dei titolari di libretto: «Non staremo con le mani in mano - avverte Tommaso Angelillo, del Comiatto per la tutela dei soci risparmiatori -. A breve sarà convocata l’assemblea generale, ma temiamo che i nostri risparmi siano completamente o in buona parte parte persi».
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