«Tante truffe on line 30 casi a settimana»

L’ultima denuncia porta la data di ieri e a sporgerla è stato un richiedente asilo di nazionalità afghana: la persona cui aveva spedito tramite corriere il proprio iPhone X lo aveva imbrogliato, inviandogli via whatsapp la foto di un bonifico in realtà mai effettuato. Ennesimo esempio di un fenomeno criminale in rapida e continua espansione: quello delle truffe on line e delle sue non poche declinazioni. La conferma nei numeri. «Il ritmo – afferma il procuratore di Udine, Antonio De Nicolo – è di una trentina di notizie di reato a settimana».
Un gioco da ragazzi, a giudicare dalla serialità degli episodi, che trovano spesso la strada spianata dalla sprovvedutezza o, detto in altri termini, dall’eccesso di fiducia dimostrato da una buona fetta di popolazione. È a loro che il capo dei pm friulani ha deciso di rivolgersi, per invitarli a una maggiore attenzione e cautela negli acquisti. Anche perché, una volta che il danno è fatto, sono davvero poche le chances che l’ordinamento giudiziario offre per vederlo risarcito. «Nel caso di carte di credito clonate – ricorda De Nicolo –, non esiste la possibilità di procedere con il sequestro per equivalente di beni dell’indagato, ma soltanto con il sequestro dell’eventuale somma residua trovata. Somma che, peraltro, potrà essere assegnata alle parti offese soltanto qualora ne venga dimostrata l’appartenenza».
Tra le tipologie di truffa più diffuse, quella del depauperamento delle carte di credito, prepagate e postepay comprese. Per quanto difficile da credere possa sembrare, capita spesso che colui che vende un articolo - dopo averne pubblicato l’annuncio sul web - venga convinto da colui che glielo acquista a recarsi a uno sportello bancomat (o Postamat), inserire la propria carta e digitare i codici che gli vengono dettati al telefono, nella convinzione di vedersi così accreditata la somma. Ovviamente, quel che succede è esattamente il contrario e il malcapitato finisce per accorgersene soltanto quando la disponibilità è terminata. «Le indagini che seguono – spiega il procuratore – in genere portano a individuare il beneficiario in una persona diversa da quella con cui si è parlato al telefono. Spesso, poco più che barboni».
La nuova frontiera, tuttavia, è rappresentata soprattutto dai servizi. I soggiorni in bed&breakfast, per esempio, concordati e pagati attraverso fantomatici siti, a fronte di strutture inesistenti o molto diverse da come erano state presentate. Non meno rischioso il ricorso a improbabili broker assicurativi, capaci di offrire polizze a prezzi stracciati, salvo poi scoprire – spesso in maniera del tutto casuale, per esempio a seguito di un controllo stradale - di essere rimasti completamente scoperti. Con tutti i guai che ne conseguono in caso di incidenti, peggio se con feriti. «La raccomandazione, specie alle persone più ingenue – l’appello finale di De Nicolo –, è di usare massima prudenza». —
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