Sventano un furto, rimediano pugni e calci

AZZANO DECIMO. Si sono trovati a Ceggia nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma meriterebbero un premio per il coraggio e il senso civico che hanno dimostrato. E’ la storia di due ragazzi di 20 e 24 anni residenti ad Azzano Decimo, che l’altra sera sono stati protagonisti di un episodio che ha fatto molto clamore in provincia di Venezia e che sul web, in particolare sul social network Facebook, ha avuto grande risonanza.
Mentre transitavano in via Rivazancana di Sopra, una strada che collega la periferia al centro di Ceggia, i due azzanesi si sono accorti che in un giardino era in corso una colluttazione. Sono scesi dalla vettura e si sono subito accorti di essere di fronte a un tentativo di furto. Non hanno avuto remore ad aiutare la persona, un residente del posto, che si era attivato per impedire che cinque individui svaligiassero la casa del fratello.
La colluttazione è stata particolarmente violenta, tant’è che le stesse forze dell’ordine, in casi simili, raccomandano che la prima e unica cosa da fare sia quella di chiedere il loro intervento. Le bande che stanno imperversando nel Veneto orientale in questo periodo, infatti, risultano essere prive di scrupoli e particolarmente brutali.
Ne sa qualcosa un ristoratore di Caorle che, pistola puntata alla tempia, la scorsa estate tolse la calzamaglia a uno dei malviventi che lo stavano rapinando e che se le buscò di santa ragione.
Da una parte c’erano dunque il ciliense e i due azzanesi, dall’altra cinque banditi, di cui due riusciti a entrare dentro casa. C’è stato un parapiglia e si sono affrontati in cinque contro tre. I banditi, dopo aver menato calci e pugni, sono riusciti a divincolarsi e a fuggire a bordo di un’Audi A6.
I due giovani azzanesi hanno rimediato chi un pugno al volto, chi un calcio. Per questo si sono rivolti al pronto soccorso del vicino ospedale di San Donà di Piave, dove sono stati dimessi con prognosi di qualche giorno. I due ragazzi di Azzano sono stati ascoltati a lungo dai carabinieri della Compagnia di San Donà che sta conducendo le indagini sui malfattori.
E’ ormai certo, da parte degli inquirenti, che le bande (almeno due) che imperversano nella parte a nord della provincia di Venezia possono contare su appoggi logistici da parte di connazionali residenti in zona. (r.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








