Sub morto in Croazia, oggi l’autopsia

SAN VITO. Non si prevedono tempi immediati, per il rientro in Italia della salma di Franco Marcon, il sessantaseienne di Ligugnana di San Vito morto sabato mattina durante un'immersione subacquea di gruppo nel mare dell'isola di Krk (Veglia), in Croazia: oggi si terrà l'autopsia, dopodichè inizieranno le pratiche per il rimpatrio.
Nove sub dal Sanvitese e dal codroipese, organizzati dal club Subacquei San Vito, erano partiti il 25 aprile con amici e famiglie per trascorrere il fine settimana nell'isola croata: tra loro c’era Marcon, che durante la prima immersione della giornata di sabato (nei giorni precedenti ne avevano compiute in serie, senza problemi), a un certo punto – erano le 11 circa – è stato perso di vista dai compagni. È stato ritrovato da questi ultimi, in superficie, dopo qualche minuto di frenetiche ricerche. La situazione era subito apparsa critica e a nulla è valso il trasferimento – in circa un'ora di tempo - in un piccolo pronto soccorso dell'isola, dove si è tentata l'ultima, purtroppo inutile, rianimazione.
Il corpo è poi stato trasportato a Fiume ed è a disposizione delle autorità del luogo: oggi verrà eseguita l’autopsia, per cercare di risalire alle cause del decesso (ancora non è possibile determinare se si sia trattato di infarto, embolia, difficoltà respiratorie) ed escludere ufficialmente il coinvolgimento di terzi nellìaccaduto.
Oltre all’ottenere il nulla osta dalla magistratura del luogo, per il rientro in patria occorrerà anche un visto da Zagabria. Insomma, prima dei funerali potrebbero trascorrere diversi giorni.
Intanto, a San Vito, continuano le testimonianze d’affetto alla famiglia Marcon. L’uomo, molto conosciuto nella cittadina, risiedeva in via Monte Canin, in località Cragnutto. Lascia nel dolore la moglie Regina Rossit e i figli Glauco e Sara, che assieme al fidanzato di quest’ultima, Mattia, si trovavano in Croazia con lui. Glauco (sommozzatore di professione) e Mattia (appassionato di immersioni come lo era da quarant’anni Franco Marcon) si trovavano anche loro in acqua, quando è accaduta la tragedia. Nella serata di sabato erano rientrati a San Vito e ora vivono ore di dolore e di attesa nel capire quando potranno dare l’ultimo saluto al loro caro.
Andrea Sartori
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