Fragili, senza tetto e poveri: inaugurata a Udine la Stazione di posta
Pronta la nuova struttura di via Cussignacco. I servizi non sono rivolti soltanto ai cittadini di Udine, ma ai residenti di tutto l’Ambito

Udine, al civico 54 di via Cussignacco, apre una porta a chi è più in difficoltà. Non una porta qualunque, ma quella della nuova Stazione di Posta, un servizio pensato per accogliere, orientare e accompagnare le persone che vivono situazioni di povertà, disagio e marginalità sociale.
Il nome potrebbe trarre in inganno: le moderne Stazioni di posta non hanno nulla a che vedere con la corrispondenza. Sono centri polifunzionali promossi dai Comuni e finanziati attraverso il Pnrr che, oltre a offrire servizi essenziali come ristoro, docce e lavanderia, diventano punti di accesso ai diritti, all’assistenza sociosanitaria, all’orientamento lavorativo e ai percorsi di reinserimento sociale.
La nuova struttura, inaugurata nell’area dell’ex Comando dei vigili del fuoco dai rappresentanti delle istituzioni nazionali, regionali e locali e benedetta da don Angelo, rappresentante dell’Arcivescovo, è stata promossa dal Comune di Udine, in qualità di ente gestore del Servizio sociale dei Comuni dell’Ambito territoriale Friuli centrale e in collaborazione con Asufc e associazioni.
È stato recuperato un edificio inutilizzato. L’investimento complessivo ammonta a 1,1 milioni di euro: 910 mila euro arrivano dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, mentre 190 mila euro sono stati stanziati dal Comune.

La Stazione di posta nasce dall’esperienza avviata nel 2023 negli edifici di piazza Unità d’Italia. In poco tempo quel presidio è diventato punto di riferimento per persone senza dimora e cittadini fragili. I numeri raccontano una domanda crescente: nel 2025 sono stati registrati 1.263 accessi e nei primi cinque mesi del 2026 si è arrivati a quota 907.
Il nuovo centro, in funzione da lunedì prossimo ogni giorno, festivi compresi, dalle 12 alle 19, consentirà di ampliare la capacità di accoglienza, passando da 16 posti a una disponibilità per 20-30 persone. Dentro ci sono aree per i colloqui, una sala per il ristoro e la socializzazione, locali per attività educative e di orientamento, servizi igienici attrezzati, lavanderia e un’area dedicata alle donne.
«Oggi inauguriamo un progetto costruito grazie alla collaborazione tra Comune, Regione e i nove Comuni dell’Ambito Friuli Centrale», ha sottolineato il sindaco Alberto Felice De Toni. Il primo cittadino ha ricordato come la scelta della localizzazione risalga all’amministrazione precedente, respingendo le critiche emerse nelle ultime settimane. Sul tema della sicurezza, De Toni ha assicurato che l’amministrazione continuerà a monitorare la situazione e ad adottare eventuali misure correttive, come già avvenuto in passato.
Proprio la collocazione della struttura in una zona centrale della città ha alimentato alcune preoccupazioni tra i cittadini e in passato aveva visto la contrarietà di alcuni esponenti del centrodestra udinese. Un tema affrontato anche dall’assessore regionale Riccardo Riccardi: «Con le polemiche non risolviamo i problemi», ha osservato, evidenziando la necessità di trovare un equilibrio tra inclusione sociale, tutela della salute e sicurezza dei cittadini. Secondo Riccardi, il confronto con chi manifesta preoccupazioni è legittimo, ma le risposte devono arrivare attraverso il dialogo e il buon senso.
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








