Spiagge in gestione per altri 15 anni: le società esultano i sindaci sono divisi

Salatin e Ardito: così è possibile attuare tutti gli investimenti. Fanotto (Lignano) boccia la scelta, Raugna (Grado) approva
Lignano 17 Agosto 2014. Spiaggia a Pineta. © Petrussi Foto Press Srl Udine
Lignano 17 Agosto 2014. Spiaggia a Pineta. © Petrussi Foto Press Srl Udine

UDINE. I concessionari delle spiagge friulane possono esultare. Perché la proroga per i prossimi quindici anni della durata delle concessioni alle imprese balneari, escluse dunque dall’applicazione della direttiva europea Bolkestein (così come previsto nel maxi-emendamento alla manovra di bilancio approvata dal Parlamento), significa avere a disposizione un tempo maggiore per fare e ammortizzare gli investimenti.

Senza gare per l’aggiudicazione, senza il timore di essere superati e soppiantati da altri operatori. Il tutto, ovviamente, al netto della possibile procedura di infrazione contro l’Italia già prospettata da Bruxelles. Ma c’è chi non festeggia. Anzi. Al sindaco di Lignano Luca Fanotto questo possibile scenario non piace. Perché una proroga senza aver prima messo mano al comparto delle imprese balneari significa non dare una progettualità concreta al futuro.

Per i concessionari rappresenta, comunque, un passo nella direzione giusta. Lo crede Loris Salatin, presidente della Lignano Sabbiadoro Gestioni che gestisce 11 uffici spiaggia, la Terrazza a mare e la darsena Porto Vecchio a Sabbiadoro. La concessione sessennale è agli sgoccioli. La scadenza è fissata nel 2020 (come per le altre concessioni sessennali, una dozzina, sempre a Sabbiadoro).

«Il provvedimento – spiega Salatin – ci consentirà di avere a disposizione altri 17 anni in cui poter dare attuazione a programmi di investimenti senza dover presentare istanza di rinnovo. Fare investimenti vuol dire chiedere finanziamenti alle banche e per questo è necessario avere la certezza di avere il tempo per ammortizzarli».

Nonostante la possibile proroga, la Lisagest non riuscirebbe comunque a sostenere l’investimento di almeno 10 milioni di euro per ristrutturare la Terrazza a mare dotandola di due piscine attrezzate. «Il progetto per ora è stato accantonato – riferisce Salatin –, a meno che l’amministrazione Fedriga non inserisca la Terrazza tra i bene di interesse regionale e supporti l'intervento con le necessarie risorse finanziarie. Ci serve un aiuto concreto dalla Regione, la società da sola non può sostenerlo. Noi ci possiamo limitare a un progetto che prevede la messa a norma di tutta l’impiantistica della struttura».

La concessione della Lignano Pineta spa (che gestisce sette stabilimenti balneari a Pineta) scade, come quella della Sil a Riviera, nel 2028. «Se tu non hai la prospettiva della durata delle gestioni, non fai investimenti – spiega il presidente Giorgio Ardito – perché le banche non ti finanziano il progetto.

Con l’emendamento, invece, vedremo degli investimenti in quanto tutti sono spinti a migliorare le attività che hanno sulle concessioni demaniali. È una battaglia che va combattuta qui e a Bruxelles. Avere una concessione significa costruire immobili, provvedere alla manutenzione straordinaria e ordinaria, pagare le tasse, garantire servizi pubblici, vedi il salvataggio o l’erosione causata dalle mareggiate».

E per la società Mario Andretta snc, la cui concessione ventennale scade nel 2028 con il suo storico Camping Sabbiadoro e l’ufficio spiaggia 19, «il provvedimento è positivo se viene applicato a tutti quanti» riferisce Mario Andretta. «Finalmente si ha il coraggio di superare la Bolkestein che negli altri Stati europei – continua Andretta – si applica con grande soggettività e quindi non stiamo facendo alcun torto all’Europa».

Il sindaco Fanotto ha però più di qualche dubbio. «Al di là degli annunci, si tratta di una mossa incauta perché nel 2013 agli stabilimenti balneari furono prorogate le concessioni per altri cinque anni, dal 2015 al 2020 e il Governo assicurò all’Europa che si sarebbe impegnato a riformare la materia. Peccato che da allora non è stato fatto nulla e adesso se ne escono con un’altra proroga. A mio avviso la durata delle concessioni dovrebbe essere calibrata in base agli anni di ammortamento degli investimenti».

Un provvedimento che invece era atteso dal primo cittadino di Grado, Dario Raugna. «Senza la spada di Damocle della Bolkestein per i prossimi 15 anni sarà possibile fare degli investimenti di ampio respiro. Penso a quelli che potrebbero essere avviati da Grado Impianti Turistici, di cui il Comune è socio all’8 per cento, che – esplicita Raugna – ha in concessione l’arenile della spiaggia principale della località in scadenza nel 2020. A fronte di 600 mila euro di utili, la società per fare investimenti deve comunque ricorrere al mercato creditizio con un preciso piano di ammortamento. La proroga è una risposta concreta per tutti gli operatori».

La proroga dunque è realtà. L’ultimo scoglio resta l’Europa e una possibile procedura di infrazione da parte della Commissione Ue.

 

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto