Solare e sportivo Alessandro amava la scienza, la storia e andare a cavallo

Stefano Bizzi / Mossa
«Avevo pensato ad uno scherzo». La morte improvvisa di Alessandro Scorianz ha lasciato un senso diffuso di incredulità. Tra i tanti che hanno espresso la propria sorpresa c’è anche Roberto Corti, ex presidente dell’Associazione storica evocativa Arma Antica di Gorizia, di cui il 41enne dentista di Mossa aveva fatto parte in passato.
Nonostante i numerosi impegni professionali, Scorianz aveva tra le sue passioni anche quella delle ricostruzioni storiche. A trasmettergliela era stato il conte Filippo Formentini di cui portava lo stemma sull’armatura da nobile cavaliere di fine Trecento/inizio Quattrocento.
Anima dell’altro gruppo di rievocatori goriziani, Principesca Contea, Formentini è amico di lunga data della famiglia Scorianz e con Alessandro si era visto l’ultima volta due domeniche fa. «È una tragedia - premette -. Come tutti, anche lui aveva ristretto la cerchia dei suoi contatti, ma riuscivamo ancora a vederci. Era una persona di grande cultura sia scientifica, sia storica. Nel suo lavoro era sempre aggiornato. E il fatto che avesse ottenuto ancora trentenne una cattedra all’Università “La Sapienza” di Roma dimostra la sua preparazione nel campo odontoiatrico. Era molto impegnato con il lavoro e veniva ai nostri incontri quando riusciva, ma potevi sempre contare su di lui. È stato socio della Principesca Contea; ci faceva da supporto nell’organizzazione degli eventi e altrettanto faceva con i Musei Formentini e con Castelli Aperti. Con lui pensavamo di organizzare anche una rievocazione a cavallo, dal momento che montava».
E da cavallo, di recente, Scorianz era caduto nel corso di un’escursione. L’incidente gli aveva procurato la frattura a una spalla, poi operata dal fratello ortopedico. «Si era ripreso ed era in forma: nessuno si poteva aspettare una cosa del genere. Alessandro era in splendida forma ed era pieno di idee e di progetti per il futuro», prosegue Formentini che conclude: «Abbiamo perso una persona di grande valore che, tra le altre cose, dava lavoro anche a molte persone». Scorianz era titolare del poliambulatorio Mentaldent di Mossa e di uno studio dentistico a Montereale Valcellina, ma non si sentiva arrivato e, infatti, stava pensando di allargare ulteriormente l’attività di Mossa implementandola con nuovi progetti imprenditoriali.
Ricordi di una persona attiva e solare, sempre pronta a spendersi per gli altri, sono anche quelli di Corti che aveva in programma di sentirlo nei prossimi giorni. «Con la nostra associazione era molto bravo nei duelli e nelle battaglie campali con la spada e lo scudo. Forse gli serviva anche per rilasciare lo stress. Era molto appassionato e aveva una gran voglia di vivere la vita. Aveva una grande energia. Teneva alla forma fisica, ma studiava anche molto e si aggiornava continuamente. Con lui si poteva parlare di tutto: dalle cose più serie a quelle più banali. Aveva sempre idee innovative. Non si fermava mai». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








