Sintesi, terminata l’agonia:l’azienda è chiusa

Spilimbergo, spedite le venti lettere di licenziamento ai lavoratori superstiti. Escluse soltanto tre impiegate commerciali e l’addetta allo store di corso Roma

SPILIMBERGO. Con le 20 lettere di licenziamento che, spedite venerdì scorso, oggi saranno presumibilmente consegnate ai dipendenti, chiude definitivamente i battenti la storica sede spilimberghese della Sintesi, un marchio importante per quel che concerne la produzione di arredamento di design.

Nonostante la speranza dei più è che possa trattarsi di un semplice arrivederci, la città del mosaico perde un’azienda che, nel periodo d’oro, alla metà degli anni Duemila, è arrivata ad avere oltre 300 dipendenti.

La crisi ed errori di gestione l’hanno portata verso un declino inesorabile che si conclude, oggi, con il licenziamento della maggioranza degli ultimi dipendenti rimasti, 11 impiegati e 9 operai, con l’esclusione fra i 24 addetti superstiti fra attivi e cassintegrati (da marzo 2015) del personale impiegatizio che in Sintesi segue l’attività commerciale (tre impiegate le quali, pur di stanza a Spilimbergo, sono inquadrate nell’organico del quartier generale di Sintesi, a Giussano, nel Milanese) e dell’addetta allo store di corso Roma.

Per tutti gli altri la Ikf, società di investimento che dall’estate di tre anni fa è titolare di un contratto d’affitto del ramo d’azienda del gruppo Sintesi, ha aperto la procedura di mobilità per cessata attività. Mobilità su cui, peraltro, proprietà e parti sociali non hanno raggiunto alcun accordo, il che mette in discussione una conclusione, per così dire, bonaria della vicenda.

Ottenuto l’agognato saldo della mensilità di dicembre, resta alta l’attenzione delle maestranze e di chi ne rappresenta gli interessi su tutte le spettanze pregresse. Fra Tfr, fondi pensione e ferie non retribuite si tratta complessivamente di circa 900 mila euro sul cui pagamento, a detta degli stessi lavoratori, la proprietà non sembrerebbe offrire adeguate garanzie.

Nella migliore delle ipotesi, ai lavoratori dovrebbero essere corrisposti il 10 aprile la busta di marzo e il 10 maggio tutto il resto. Se così non dovesse essere resta in piedi l’ipotesi che siano loro stessi a valutare l’istanza di fallimento di Sintesi.

A rendere ancora più ingarbugliate le cose per Ikf ci sono poi i risvolti legati all’impatto che la chiusura del sito produttivo potrebbe avere sull’ambiente, alla luce del sequestro preventivo di uno dei capannoni di Sintesi.

L’attività di indagine condotta congiuntamente dalla polizia locale, dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente e dalla guardia forestale su richiesta del Comune di Spilimbergo ha portato, in questo caso su ordine della Procura della repubblica, a porre i sigilli sugli spazi che ospitano l’impianto di cromatura, spento da tempo, in un capannone prossimo agli uffici amministrativi, dove sarebbe stato rilevato un livello di cromo particolarmente elevato.

In fase di verifica è anche la situazione in quello che è definito il “cimitero delle sedie”, centinaia di scarti di sedute buttati sul retro del magazzino e nell’impianto di verniciatura, anche questo da anni inutilizzato e situato nella zona artigianale del Cosa.

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