«Sicurezza? Una promessa elettorale»

Rossana Casadio fa l’elenco di tutto ciò che negli ultimi 5 anni ha minato la tranquillità cittadina

SACILE. Sicurezza a Sacile? «L’elenco di cinque anni di amministrazione di centrodestra è costellato di atti vandalici, muri pubblici imbrattati e peggio». L’elenco si trova nella banca dati della lista civica Sacile partecipata sostenibile: una via crucis dell’insicurezza, raccolto e postato dalla portavoce Rossana Casadio.

Una sintesi trasparente che si può trasformare in euro e aumenta i danni materiali e monetari a cose, persone e alle casse pubbliche. «Atti vandalici nei parchi pubblici – è la lunga lista che si trova nel sito www.sacilepartecipatasostenibile.it –. Nelle vie di città e di periferia, in piazza del Popolo e sotto la loggia, intorno agli edifici scolastici, in una palestra cittadina

intorno alla chiesa di San Liberale». E ancora: 700 metri quadrati di un negozio di vernici distrutti da incendio, poi furti al parcheggio del cimitero e nelle case di centro e frazioni, in zona artigianale e in vari locali pubblici. «In agenzie di viaggi, poi quattro volte nella sede della Filarmonica – ricorda Casadio –. All’interno della stazione, ai distributori di benzina. Le spaccate nei negozi in pieno centro, senza dimenticare episodi di scasso con furto di vari distributori esterni in città e di quelli all’interno dell’ospedale, in via Ettoreo».

E ancora: «Irruzione notturna al centro commerciale Serenissima – ricorda l’ultimo episodio dell’inverno 2013 l’ex consigliere comunale Casadio –. Razzia di biciclette su tutto il territorio comunale, razzia di rame e fiori al cimitero, scasso con furto di merce e denaro alle casette di Natale nel 2012 e razzia di generi alimentari nelle cantine di condomini. Scritte di vario genere su muri di diversi edifici».

Sacile è nel mirino di vandali e ladruncoli. «Devastazione decori nell’area destinata ai bambini in piazza, vandalismi nel presepe allestito in centro città. Il danneggiamento di contatori del gas, contenitori rifiuti speciali divelti da petardi, sassi contro le vetrine in viale Zancanaro e incursioni nell’isola ecologica a San Giovanni di Livenza».

Altrei episodi: un garage, in pieno centro, diventato magazzino di marijuana e il furto della corona dall’urna di San Liberale. «Rapine a mano armata in bar e al Mercatone, poi truffe ai danni di anziani – conclude Casadio –. L’ex assessore Marco Bottecchia aggredito di notte e l’elenco è lungo. Non ci resta che pregare, perchè se aspettiamo la Lega Nord, l’unica “sicurezza” è che si trattava di promesse elettorali». (c.b.)

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