Sì all’Uti del Natisone, insorge la minoranza

STREGNA. Prima fra le municipalità delle Valli del Natisone, Stregna (la cui giunta è politicamente in linea con l’esecutivo regionale) ha approvato l’atto costitutivo e lo statuto dell’Unione...

STREGNA. Prima fra le municipalità delle Valli del Natisone, Stregna (la cui giunta è politicamente in linea con l’esecutivo regionale) ha approvato l’atto costitutivo e lo statuto dell’Unione territoriale intercomunale del Natisone. Fuoco e fiamme dalla minoranza consiliare, guidata dall’ex sindaco Mauro Veneto, che stigmatizza «l’asservimento alla Regione» nonostante, dice, ci fosse margine (economico) per la resistenza.

«Il primo cittadino Luca Postregna e la sua maggioranza – accusa – hanno venduto il nostro Comune a un ambito nel quale, è evidente, non conteremo assolutamente nulla. Saremo inutili. Basti dire che dei 15 emendamenti alla legge di riforma degli enti locali presentati da Stregna assieme a Savogna (le sole due amministrazioni valligiane di centrosinsitra) non ne è passato nemmeno uno. Il dato è eloquente».

Il dissenso nei confronti della scelta compiuta, dunque, è totale. «Tutti gli altri Comuni del comprensorio – ricorda Veneto – hanno lavorato a denti stretti sui bilanci per evitare di cedere al ricatto. In qualche caso vi è stata perfino la rinuncia alle indennità, pur di far quadrare i conti e di non darla vinta alla Regione. E noi, che avevamo spazi finanziari sufficienti per resistere e per andare avanti anche senza i trasferimenti che sarebbero venuti meno in caso di mancata approvazione dello statuto, ci siamo piegati. È assurdo e vergognoso».

Stregna ha aperto la strada, dunque. Ora toccherà ai “colleghi”. Verosimile supporre che l’esito dell’operazione (per le sopra citate ragioni di appartenenza politica) sarà analogo a Savogna; i rimanenti municipi, di area centrodestra, pare siano invece determinati a rimanere fermi sulle proprie posizioni, in attesa di conoscere l'esito dei ricorsi presentati al Tar. (l.a.)

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